Nucleare e transizione energetica: binomio possibile

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Il nucleare come risorsa per la transizione energetica. Si è svolto ieri a Roma l’evento dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN).

“Grazie per il successo della Giornata dell’Associazione Italiana Nucleare. Avevamo due obiettivi: sensibilizzare sulla decisione europea della tassonomia: il nucleare come fonte di energia verde da sostenere per i targets climatici; illustrare, nel merito, la realtà dei nuovi reattori avanzati (small modular reactors) e gli avanzamenti della fusione nucleare. Obiettivi pienamente centrati”. Ha scritto il Presidente di AIN Umberto Minopoli.

“I politici intervenuti, tutti, hanno potuto apprezzare il merito tecnico del nostro convegno” ha aggiunto. “E anche i punti di vista diversi, sul ruolo del nucleare, si sono manifestati evitando pregiudiziali irragionevoli e chiusure ideologiche. I membri del governo intervenuti hanno illustrato la linea del governo italiano, attento sui temi della tassonomia europea”.

“L’AIN ribadisce il punto centrale della nostra battaglia: occorre fare di più, sul terreno del sostegno alle nuove tecnologie energetiche, per mettere l’Italia al passo degli avanzamenti nel campo del nuovo nucleare da fissione e della fusione nucleare. Le nostre imprese, i centri di ricerca, le Università italiane devono essere supportate nella partecipazione alla ricerca e all’innovazione in campo nucleare. Dopo il successo della Giornata AIN avanzeremo, come Associazione Italiana Nucleare, proposte precise in tal senso” ha preannunciato Minopoli.

Mazzetti (Forza Italia): “Senza nucleare transizione complicata”

“L’inserimento del gas e del nucleare nella tassonomia verde europea è un passaggio essenziale per stimolare ricerca e investimenti e da qui dobbiamo partire” ha dichiarato Erica Mazzetti, Deputata di Forza Italia, intervenuta all’evento AIN. “Per fortuna su questo punto l’ha spuntata la Francia ed è un bene per tutti i paesi europei!”

“Rispetto agli anni passati, a tanti anni fa in cui gli italiani hanno bloccato il nucleare, i giochi sono cambiati e l’energia ci costa sempre di più”.

“Il gas industriale, faccio un esempio che mi è stato riportato da alcuni imprenditori del mio collegio di Prato, costa oggi otto volte in più rispetto a un anno fa e non è più sostenibile per le imprese: se non ci sarà un cambio di rotta, molte saranno costrette a chiudere”.

“Le energie alternative – ha aggiunto Mazzetti – come solare ed eolico, ormai da oltre un ventennio presenti sul nostro territorio, non potranno mai essere l’unica risposta per la transizione energetica, sia perché hanno una produzione intermittente e spesso molto debole, sia perché ancora mancano accumulatori in grado di soddisfare tutte le richieste, e, infine, hanno costi di manutenzione e smaltimento eccessivo oltre alla debole potenza. E non dimentichiamo che questo grande sviluppo delle rinnovabili, che comunque ha un ritorno positivo, è ricaduto sulle tasche del contribuente. Quindi, dobbiamo iniziare a mettere a frutto anche altre tecnologie”.

“Un paese industrializzato e complesso come l’Italia, oggi, non può permettersi di privarsi di nuove tecnologie, fra cui il nucleare, che, naturalmente, dovrà essere di nuova generazione. Negli anni ’60 eravamo leader di questa tecnologia: la nostra banale ottusità demagogica, purtroppo ancora molto radicata, ci ha limitato per oltre trent’anni”.

Nel frattempo in Turchia: Akkuyu, il nucleare turco. Massimo Giorgi spiega il progetto – Il Tazebao

“Adesso – ha rimarcato – dobbiamo favorire la ricerca su queste nuove tecnologie e gli investimenti anche nel nostro paese sia nel pubblico – penso al centro ENEA del Bacino del Brasimone dove da anni si è sviluppato un centro di ricerca internazionale – sia nel privato, finanziando aziende che investono in ricerca e formazione”.

“Adesso la politica con scienza e coscienza deve introdurre una strategia energetica differente e nuova, che abbracci tutte le tecnologie, altrimenti e tra non molto il costo dell’energia schiaccerà le famiglie e il nostro tessuto imprenditoriale e produttivo” ha concluso.


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