Sol Invictus. La transizione energetica in Europa: le criticità e il “caso Slovenia”

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Le riflessioni sulla transizione energetica emerse durante il secondo giorno del workshop Sol Invictus del Nodo di Gordio e del centro studi Vox Populi.

Durante il secondo giorno del workshop de Il Nodo di Gordio e del centro studi Vox Populi, si sono riuniti a colloquio Tomaž Kunstelj, ambasciatore sloveno, Pietro Fiocchi, Eurodeputato e Nemat Aliyev, responsabile economico dell’ambasciata azera.

Gli ospiti hanno esposto alcuni aspetti fondamentali della transizione energetica in Europa, fra cui il turismo sostenibile, la cooperazione bilaterale fra Paesi, il Green Deal.

Il panel ha trattato di un argomento centrale nel dibattito europeo, di oggi e dei prossimi anni. L’Agenda 2030 in Europa verterà sulla transizione energetica: a questo scopo a Bruxelles si stanno discutendo diversi progetti, fra cui il pacchetto Fit for 55. Obiettivo del pacchetto è ridurre le emissioni del 55% tramite incentivi economici e tasse sulle emissioni.

“Un primo elemento di criticità – ha spiegato Fiocchi – nasce nel fissare un obiettivo arbitrario misurato in maniera arbitraria. Non considerando il punto di partenza dei singoli Paesi e misurando la riduzione delle emissioni in termini di percentuali, si rivelerà molto più difficile e costoso raggiungere gli obiettivi per i Paesi che già stanno facendo dei passi concreti per la transizione. Nel frattempo, la Polonia brucia ancora il carbone e un perverso meccanismo di incentivi ha fatto sì che la Germania abbia riaperto le centrali a carbone nel 2020″.

Un’altra sfida è data dal trasporto dell’energia. In progetto c’è la creazione di una rete di distribuzione di idrogeno [1], a partire dagli esistenti gasdotti. Peccato che, contrariamente a quanto sostenuto pubblicamente, i gasdotti non sono riutilizzabili.

“Per sostituire i motori a scoppio – ha precisato Fiocchi – avremo bisogno di venti volte le batterie di cui abbiamo bisogno adesso e il quadro normativo europeo dovrà riflettere questo cambiamento. Il litio e il cobalto, fondamentali per la produzione di batterie, sono considerati materiali inquinanti dall’ECHA, che limita e tassa l’estrazione. Ci sono troppi paletti e troppe tasse per estrarre il litio, il che non consente l’apertura di miniere sotto il Reno”.

Importando materiali strategici però “si rischia di incentivare la delocalizzazione dell’inquinamento per rimanere in linea con le direttive europee”.

Italia e Azerbaigian: un rapporto da sviluppare

Come ha ricordato Nemat Aliyev, l’Azerbaigian, che già produce l’8% della sua energia da fonti rinnovabili e per il 2030 intende arrivare al 30%, apre ad un dialogo strategico sul tema con l’Italia. Sono in corso una serie di progetti pilota per la creazione di impianti per la produzione di energia solare ed eolica. La creazione di una zona verde vedrà anche la collaborazione di aziende internazionali.

Il caso Slovenia

Al netto delle contraddizioni e delle zone d’ombra che rimangono da risolvere, la transizione energetica presenta delle opportunità da non scartare per i paesi europei. Un esempio illuminante è quello della Slovenia, spiegato dall’Ambasciatore e da Aljoša Ota, direttore del marketing per l’Italia dello Slovenian Tourist Board. Per il 60% ricoperta da foreste e con il maggior numero di specie per km^2, la Slovenia ha fatto del turismo sostenibile uno dei suoi punti di forza.

Facendo fronte a una richiesta in aumento, la Slovenia si è contraddistinta come una delle destinazioni più sicure e più verdi del mondo. Il Paese si impegna per la conservazione della biodiversità, promuovendo l’impollinazione di specie selvatiche, salvaguardando il suo patrimonio ambientale.

Il regno delle api. Alpi, turismo, natura – Il Tazebao

La Slovenia è un ottimo esempio delle possibilità che la transizione green può portare ai Paesi UE. Per questo, rimarca l’On. Fiocchi, è fondamentale che in questa fase di discussione “si tenga conto dei vari punti di partenza, delle limitazioni tecniche e degli interessi nazionali, di modo da poter attuare un Green Deal che sia vantaggioso per tutti”.

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