Sol Invictus. Gianni Bonini dialoga con Valerio Marra (ACEA Innovation)

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Nel primo giorno del workshop Sol Invictus de Il Nodo di Gordio si è trattato anche della transizione energetica.

La rivoluzione green non è un pranzo di gala. Le ricadute sulla collettività sono molto ampie nel breve periodo. Lo dimostrano ancora una volta le svariate crisi delle aziende collegate alla filiera produttiva dell’auto che fino ad oggi hanno popolato il Paese.

Ci sono però dei casi concreti di gestione graduale del passaggio verso un’economia più sostenibile. Come quello del Comune di Baselga di Pinè che ha siglato un accordo con ACEA Innovation. Anche questo è stato argomento del dialogo tra il Senior Fellow de Il Nodo di Gordio Gianni Bonini e Valerio Marra, Amministratore Unico di ACEA Innovation durante il workshop Sol Invictus.

“Nei giorni scorsi – ha detto Bonini nella sua introduzione – Romano Prodi su Rivista Energia si è fatto latore della preoccupazione per le ricadute che la transizione energetica potrebbe causare al nostro tessuto produttivo. L’ex premier ha ricordato quanto già siano onerosi gli incentivi per le rinnovabili e ha sottolineato che occorrerà una cabina di regia per coordinare con coerenza e praticità questo processo su cui tutti siamo d’accordo”.

Dal canto suo ACEA si sta impegnando con sensibili obiettivi di responsabilità sociale. “Il nostro piano industriale presentato nel 2020 prevede 4,7 miliardi di investimento. Di questi circa 1,2 sono destinati ad obiettivi correlati alla sostenibilità” ha spiegato Valerio Marra.

“La sostenibilità è un concetto ampio che ci siamo preoccupati di tradurre concretamente. Ecco, dunque, il nostro impegno per la sostenibilità idrica, che si sostanzia nella riduzione delle perdite idriche nella rete che rifornisce oltre 9 milioni di persone, nella resilienza della rete, nel contribuire al passaggio verso smart cities che hanno necessità di infrastrutture di ricarica. Sono questi investimenti importanti che dimostrano la nostra visione di responsabilità sociale”.

A cambiare non sarà soltanto la risorsa, l’azienda che la distribuisce o la città che la riceve ma anche il consumatore: “Non ci rapporteremo più con un consumatore attivo, ma con un consumatore attivo che dovrà essere coinvolto nella gestione della risorsa quando non nella sua creazione. A noi il compito di adeguarci”.

L’intervista completa è disponibile al nostro canale YouTube per gentile concessione del think tank Il Nodo di Gordio e del centro studi Vox Populi.


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