Buon Ferragosto, ma sì accontentiamoci…

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Stamattina stavo leggendo le poesie sulla Maremma del Principe di Cerveteri Francesco Ruspoli. Reazionario senza dubbio lo avremmo definito, coglie, però, lo spirito profondo, animale e misterico di questa terra che io, carducciano, amo. Ce n’è una in particolare: Virgilio, lui è “confinato nei sei ettari affidatigli dall’ente Maremma” ed esce di notte “quando il cielo, impazzito di stelle, confonde le limitate barriere”. Ora non avrebbe più gli stessi problemi: la Maremma del “ballo contadino” che Gassman e Trintignant si fermano a guardare, tra il curioso e l’ammirato, nel Sorpasso, dopo aver lasciato il castello di Occhiofino, ricordate, non esiste più e i sei ettari, dopo essere transitati attraverso qualche esperienza cooperativa sono per lo più rientrati in possesso degli eredi di quelli che Medici e Fanfani espropriarono. È la transizione ambientale, nel senso dei “salotti buoni”.

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