“Quella volta che ho conosciuto Bin Laden”. Parla Salvatore Lombardo (Swiss Umef University)

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“Sbagliato dire che i Talebani hanno il controllo del Paese. La resistenza di Massoud è appena iniziata ma il supporto internazionale…”

“Posso dire di aver visto nascere i Talebani” racconta Salvatore Lombardo, Professore, Direttore di Scienze Politiche alla Swiss Umef University di Ginevra, scrittore, francese e italiano perché i genitori sono originari di Torre del Greco. Quando si parla di Afghanistan la sua è un’opinione di cui avere massimo riguardo e non solo perché ha visitato il paese undici volte ma perché è stato dentro i fatti e ne ha conosciuto i protagonisti.

“Al tempo della resistenza capitanata dal Generale Aoun contro l’occupazione siriana, ho conosciuto all’Hotel Alexandre di Beirut, un noto ritrovo di spie, traditori e giornalisti, Osama Bin Laden. Allora non aveva la barba lunga che abbiamo imparato a conoscere dopo ed era scortato da due grossi bodyguard. Non potevo immaginare chi sarebbe diventato. Allora portava valigette piene di soldi che finanziavano le milizie ostili al Generale Aoun. Sapevamo fosse un agente degli Americani. Da allora iniziarono a sviluppare un piano per riprendere l’Afghanistan”.

Salvatore prosegue nella ricostruzione della presa del potere: A inizio del 2000 il comandante Massoud mise in guardia sul pericolo dei Talebani, un pericolo che, come si sarebbe dimostrato, avrebbe colpito anche l’Occidente (Massoud è stato assassinato nel 2001, ndr). Chiese aiuto ai paesi europei e agli USA ma nessuno rispose. In Francia nessuno lo ricevette. Solo l’allora Presidente del Parlamento Europeo Nicole Fontaine, riscattando l’onore di tutta la Francia, lo ricevette a Strasburgo. L’ho visto piangere perché sentiva un forte legame con la nostra cultura, si sentiva figlio dei nostri valori ma rinnegato senza motivo.

“Ricordo che mi chiedeva sempre libri di poesia in francese, tra cui alcuni di Jean Moréas, un poeta che persino i francesi hanno dimenticato, e libri di architettura soprattutto su Sabbionetta, la città ideale dei Gonzaga. Un talebano chiederebbe mai qualcosa di simile?”

Sicuramente l’avanzata dei Talebani ha colto tutti alla sprovvista. Non sono certo emersi dal nulla anche perché si parla di circa 250 mila effettivi. Erano presenti nella popolazione anche prima. Solo che non si facevano riconoscere come fanno adesso. E poi non possiamo dimenticare che l’ex presidente Ghani non godeva di stima e rispetto, era percepito come un fantoccio degli Americani. Lo stesso esercito faticava a riconoscerlo e si è visto”. 

A Salvatore preme sottolineare che in Afghanistan non tutto è ancora perduto. L’alternativa c’è. Sbaglia – e i media occidentali stanno dando un pessimo servizio – chi dice che i Talebani hanno ormai il controllo di tutto l’Afghanistan. L’autorità legale ce l’ha ancora il primo dei tre vicepremier che è nel Pashir. Nel Pashir è riparato anche l’ex capo dei servizi segreti che adesso è al fianco di Ahmad Massoud. Sempre più soldati si stanno unendo. Questi sono dettagli da non sottovalutare. La resistenza è attiva e dovrebbe essere sostenuta, però, al momento, è pervenuta soltanto l’India, che è colpita direttamente dal collasso dello stato afghano vista l’oramai chiara scelta di campo del Pakistan, e nemmeno con un esercito sul campo ma solo con armi, che comunque saranno utili. L’appello di Massoud è chiaro: o un aiuto materiale o, e qui potrebbero servire i paesi occidentali come l’Italia, un aiuto diplomatico. Il vulnus dei Talebani è proprio il riconoscimento internazionale”. 

Del Professor Salvatore Lombardo, che ringraziamo, ci fa piacere menzionare l’ultimo libro, dedicato al fotografo Raffaele Ciriello: “De Massoud à Massoud: 20 ans après”.

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Il Grande Giuoco continua… – Il Tazebao

Afghanistan: il ritiro degli USA, il ritorno dei Talebani e l’ombra del Qatar. A colloquio con M. Nazmul Islam (Università Yildirim Beyazit) – Il Tazebao

English version

“That time I met Bin Laden”. Salvatore Lombardo (Suiss Umef University) speaks

“It is wrong to say that the Taliban are in control of the country. Massoud’s resistance has just begun but international support…”

“I can say that I saw the Taliban being born” says Salvatore Lombardo, Professor, Director of Political Science at the Suiss Umef University of Geneva, writer, French and Italian because his parents are from Torre del Greco. When it comes to Afghanistan his is an opinion to be held in the highest regard and not only because he has visited the country eleven times but because he has been inside the facts and met the protagonists.

“At the time of the resistance led by General Aoun against the Syrian occupation, I met at the Hotel Alexandre in Beirut, a well-known haunt of spies, traitors and journalists, Osama Bin Laden. He didn’t then have the long beard we learned about later and was escorted by two large bodyguards. I couldn’t imagine who he would become. At the time he was carrying briefcases full of money that funded militias hostile to General Aoun. We knew he was an American agent. From then on they began to develop a plan to retake Afghanistan.”

Salvatore continues in his reconstruction of the seizure of power: “At the beginning of 2000 Commander Massoud warned of the danger of the Taliban, a danger that, as it turned out, would also affect the West (Massoud was assassinated in 2001, ed). He asked European countries and the USA for help, but nobody answered. No one in France received it. Only the then President of the European Parliament Nicole Fontaine, redeeming the honour of the whole France, received him in Strasbourg. I saw him cry because he felt a strong bond with our culture, he felt he was a child of our values but denied them for no reason.

“I remember that he always asked me for books of poetry in French, including some by Jean Moréas, a poet that even the French have forgotten, and books on architecture, especially on Sabbionetta, the ideal city of the Gonzagas. Would a Taliban ever ask for something like that?”.

Certainly, the advance of the Taliban has caught everyone unawares. “They certainly did not emerge from nowhere, also because we are speaking of about 250 thousand people. They were present in the population also before. Only, they did not make themselves known as they do now. And then we cannot forget that former President Ghani did not enjoy respect and esteem, he was perceived as a puppet of the Americans. The army itself had difficulty in recognizing him and it showed”.

Salvatore would like to stress that all is not yet lost in Afghanistan. “The alternative is there. Those who say that the Talibans are now in control of the whole of Afghanistan are wrong – and the western media are doing them a disservice. The legal authority is still with the first of the three vice-premiers who are in Pashir. The former head of the secret service who is now at Ahmad Massoud’s side is also in Pashir. More and more soldiers are joining. These are details not to be underestimated. The resistance is active and should be supported, however, now only India has arrived, which is directly affected by the collapse of the Afghan state given the now clear choice of field of Pakistan, and not even with an army on the ground but only with weapons, which will be useful anyway. Massoud’s appeal is clear: either material aid or, and here Western countries like Italy could be useful, diplomatic aid. The Taliban’s vulnus is precisely international recognition”.

The other interviews on Afghanistan

Afghan collapse/1: a chat with Hujjatullah Zia (journalist) – Il Tazebao


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