La lotta al terrorismo è una priorità assoluta per gli USA. E la Strategia di Trump lo conferma

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«È minaccia reale, più investimenti e cooperazione con USA». Un’analisi dei contenuti della Counterterrorism Strategy a cura di Luca Alfredo Lanzalone e Lorenzo Somigli.

Milano, 4 giu. – «La nuova Strategia Antiterrorismo degli Stati Uniti d’America appena promulgata dal Presidente degli Stati Uniti costituisce un tassello indispensabile dell’America di Trump e della sicurezza nazionale, dopo i pericoli dell’America ‘senza confini’ di Biden. Quest’anno ricorrono i 25 anni della tragedia dell’11 settembre e la Casa Bianca ha reso note le linee-guida della lotta al terrorismo. Vi riecheggia una pietra angolare della National Security Strategy come ‘Pace attraverso la forza’. Ben sapendo che il terrorismo si è evoluto e della molteplicità degli interessi, identifica tre minacce prioritarie: il narcotraffico, colpito duramente grazie a precise operazioni dall’alto; le filiazioni del terrorismo islamico soprattutto in Africa; gli estremisti violenti di sinistra e antifa, colpevoli della morte di Charlie Kirk. Particolare attenzione viene dedicata ai narcoterroristi, ed alla criminalità organizzata nell’Emisfero Occidentale, individuati come le principali ‘Organizzazioni Terroristiche Straniere’ costituenti, anche mediante le gang di strada, la prima fonte di rischio per i cittadini americani, in particolare, e occidentali in generale. Il documento inoltre riprende il tema, già all’attenzione della National Security Strategy 2025, della ripartizione degli oneri di difesa (burden sharing), sostenendo in sostanza che gli Stati Uniti hanno fatto la loro parte e invitando gli altri governi a fare di più. Spazio anche all’Europa, un partner importante ma debole, a causa dei confini poco sorvegliati, dello scarso coordinamento e delle scarse risorse dedicate alle nuove forme di terrorismo delineate nella Strategia».

Questo il commento ai contenuti della United States Counterterrorism Strategy 2026 di Luca Alfredo Lanzalone, avvocato con studio a Milano e Miami, e Lorenzo Somigli, giornalista, autori del saggio The Donroe Doctrine. Dalla National Security Strategy alla geopolitica in azione di Donald Trump (Angolazioni, 2026).

Foto a cura di Jacopo Canè

«Il Presidente degli Stati Uniti – aggiungono – rivendica alcuni primi successi, tra i quali la liberazione in appena 1 anno di 103 ostaggi americani senza riscatto, le due operazioni volte a rallentare il programma nucleare iraniano, l’arresto di Maduro ma anche il crollo del narcotraffico del 90% attraverso operazioni chirurgiche. Si ripone anche attenzione ai cristiani, vittime del terrorismo islamico soprattutto in Africa, definiti popolo ‘più perseguitato’ al mondo e poco assistito, soprattutto dalla vicina Europa, che sottovaluta il rischio di radicalizzazione del continente africano».

Luca Alfredo Lanzalone, Lorenzo Somigli e Gianni Bonini

«Come purtroppo confermano recenti e drammatici fatti di cronaca – concludono Lanzalone e Somigli – il terrorismo è una minaccia globale, una minaccia in costante evoluzione, una minaccia reale per l’Italia. L’Italia e i paesi europei dovrebbero guardare con attenzione e sano realismo ai contenuti della ‘Counterterrorism Strategy’ di Trump. Servono più risorse, più scambio intelligenze e una condivisione più equa degli oneri di sicurezza e difesa».

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