Oltre il caso Trump-Meloni, ma bisogna migliorare… Adesso

President Donald J. Trump signs the Secure America Act in the Oval Office, Wednesday, June 10, 2026. (Official White House Photo by Daniel Torok)
Condividi articolo:
SEGUICI SU TELEGRAM:
Una riflessione che, come sempre, cerca di andare al cuore del problema, evitando facili narrazioni.

di Lorenzo Somigli

Trump ha lavorato per ripristinare un primato globale degli Stati Uniti. In un modo, forse irrituale, ci sta riuscendo, ricorrendo alla forza, ove necessario, nei settori di interesse e nei nodi strategici del commercio globale. L’Italia ha, ancora, l’occasione storica di stabilire un rapporto diretto con la potenza che è centro militare, tecnologico e finanziario globale. E che continuerà a esserlo, grazie Trump.

Il caso non è stato gestito al meglio. Da parte italiana. La7 ha un canale con la Casa Bianca: Daniele Compatangelo, presidente dell’Associazione dei Corrispondenti Esteri. Già nelle scorse settimane aveva ottenuto delle dichiarazioni dal Presidente Trump (12 giugno, prima del G7). Come mai, dopo un’esclusiva di tale rilevanza, non si è attivata la struttura comunicativa della Presidenza del Consiglio per stabilire un rapporto diretto? Sarebbe tornato utile.

Le dichiarazioni di ieri di Trump non sono state smentite. Nessuno ha eccepito su come siano state tradotte o “rimpastate” (mettere in evidenza un passaggio prima di un altro e simili per “far uscire” la notizia). Sono, dunque, vere. Come è stata gestita la “fuoriuscita” di quelle dichiarazioni? Male, ma si può e si deve far meglio.

Come mai non esiste ancora un rapporto diretto con la Casa Bianca, un rapporto che permetta di chiarire, subito, casi come questo? E l’Ambasciata a Washington ha fatto qualcosa per agevolare una ricomposizione? Sono domande non capziose ma sostanziali e legittime, visto che si tratta della prima potenza mondiale, primo e storico alleato dell’Italia. È un momento di crisi del sistema internazionale e serve una diplomazia all’altezza. E Trump ha ancora molto da fare, molto su cui intervenire. Merita star dentro e non fuori. Per altro, nulla vieta a un Presidente del Consiglio di alzare il telefono e intervenire in diretta tv, gettando acqua sul fuoco.

Ora non servono alzate di testa o gesti plateali, soprattutto quando sul tavolo ci sono le trattative delicate con l’Iran e anche l’Italia può contribuire alla sicurezza di Hormuz. Meno dichiarazioni. Serve lavorare, con pazienza e umiltà, sottotraccia. L’Italia ha ancora un’occasione, perché l’Italia, agli occhi degli americani, è sempre l’Italia. Ma deve imparare da questo errore. Per rimediare il prima possibile.

Lorenzo Somigli è responsabile relazioni esterne di una società fiorentina, è direttore de La Firenze che vorrei e ha scritto, insieme all’Avvocato Luca Alfredo Lanzalone, il libro The Donroe Doctrine. Dalla National Security alla geopolitica in azione di Donald Trump (Angolazioni, 2026).

Foto a cura di Jacopo Canè

In copertina: Wikimedia Commons

Cerca un nuovo articolo

Resta sempre aggiornato
Scopri Il Tazebao

Ho letto la Privacy Policy

Il Tazebao
Scopri altri articoli