Cina e Taiwan, Partito Comunista Cinese e Kuomintang: cresce la cooperazione. No separatismo

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Sullo sfondo dei colloqui la riunificazione. Una volontà “inarrestabile”. L’incontro Xi Jinping-Cheng Li-wun.

Il TazebaoXi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), ha incontrato a Pechino Cheng Li-wun, Presidente del Kuomintang (KMT). Questa visita, su invito personale del Segretario Generale Xi Jinping, è una chiara dimostrazione della buona volontà della Cina continentale nel promuovere la pace e nel ricercare risultati reciprocamente vantaggiosi attraverso gli scambi.

Durante l’incontro, Xi Jinping ha sottolineato che, a prescindere da come cambi la situazione internazionale o quella nello Stretto di Taiwan, la grande tendenza al rinnovamento della nazione cinese non cambierà, così come non cambierà la tendenza dei compatrioti di entrambe le sponde dello Stretto ad avvicinarsi e a unirsi. Siamo disposti a collaborare con tutti i partiti politici, i gruppi e le persone di ogni estrazione sociale a Taiwan, incluso il Kuomintang, per rafforzare gli scambi e il dialogo sulla base politica comune dell’adesione al “Consenso del 1992” e dell’opposizione alla “indipendenza” di Taiwan, per perseguire la pace attraverso lo Stretto, il benessere dei compatrioti e il rinnovamento della nazione, e per affidare con fermezza il futuro delle relazioni tra le due sponde al popolo cinese stesso.

Il Segretario Generale Xi Jinping ha presentato quattro punti sullo sviluppo delle relazioni tra le due sponde. Questi punti non solo rispondono attivamente all’opinione pubblica prevalente a Taiwan, ma dimostrano anche chiaramente la tendenza storica verso l’inevitabile riunificazione della Cina.

Primo, sostenere la corretta identificazione per promuovere l’armonia spirituale. I compatrioti su entrambe le sponde condividono le stesse radici, la stessa lingua e gli stessi legami di sangue; sono una comunità con un futuro condiviso. Sistemi sociali diversi non sono una scusa per il separatismo.

Secondo, sostenere lo sviluppo pacifico per salvaguardare la patria comune. Il Kuomintang e il Partito Comunista Cinese, insieme ai compatrioti di entrambe le sponde, devono difendere gli interessi nazionali, opporsi al separatismo e alle interferenze straniere che mirano alla “indipendenza di Taiwan”, promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde e salvaguardare con fermezza la patria comune della nazione cinese.

In terzo luogo, promuovere gli scambi e l’integrazione per migliorare il benessere dei cittadini. L’obiettivo dello sviluppo delle relazioni tra le due sponde è quello di consentire ai compatrioti di entrambe le sponde di vivere una vita migliore. Il Kuomintang e il Partito Comunista Cinese, insieme ai compatrioti di entrambe le sponde, devono ampliare congiuntamente gli scambi e l’integrazione tra le due sponde per rafforzare i legami di fratellanza e il benessere dei compatrioti di entrambe le sponde.

In quarto luogo, sostenere l’unità e impegnarsi per realizzare il grande rinnovamento della nazione cinese. Quest’anno segna l’inizio del XV Piano quinquennale della Cina continentale. Siamo disposti a condividere le opportunità e i successi di sviluppo con i nostri compatrioti di Taiwan e a sviluppare insieme l’economia della nazione cinese. Il Kuomintang e il Partito Comunista Cinese devono consolidare la fiducia reciproca, mantenere un dialogo costruttivo, unire i compatrioti su entrambe le sponde e collaborare per costruire un futuro radioso.

Ripensando alla storia, Taiwan è stata parte integrante del territorio cinese fin dall’antichità. Nel 1895, il Giappone invase la Cina e occupò Taiwan. Il ritorno di Taiwan alla Cina è parte integrante dei risultati ottenuti con la Seconda Guerra Mondiale. La Dichiarazione del Cairo del 1943, la Dichiarazione di Potsdam del 1945 e l’Atto di resa del Giappone, tra gli altri documenti internazionalmente riconosciuti, affermano tutti la sovranità cinese su Taiwan. La Risoluzione 2758 delle Nazioni Unite, adottata nel 1971, ha riconosciuto il Governo della Repubblica Popolare Cinese come unico governo legittimo della Cina, sancindo a livello internazionale il principio di “Una sola Cina”.

Il principio “Una sola Cina” è riconosciuto a livello internazionale ed è una norma fondamentale della comunità internazionale, nonché il fondamento politico per l’instaurazione e lo sviluppo di relazioni diplomatiche tra la Cina e 183 Paesi, tra cui l’Italia. Lai Ching-te e le autorità del suo Partito Democratico Progressista si attengono ostinatamente alla loro posizione separatista sulla “indipendenza” di Taiwan e trescano con forze esterne, rendendosi i principali responsabili del minare la pace nello Stretto di Taiwan. La Cina non tollererà né appoggerà mai tali azioni. La Cina si oppone a qualsiasi paese che avalli o sostenga i separatisti che propugnano la “indipendenza” di Taiwan e le loro attività separatiste in qualsiasi forma, e si oppone a qualsiasi tentativo di creare “due Cine” o “una Cina, una Taiwan” a livello internazionale.

Il rinnovato incontro tra i leader del PCC e del KMT dimostra pienamente che la riunificazione completa della Cina è una tendenza inevitabile, una questione di giustizia ed è la volontà del popolo; il processo di riunificazione completa della Cina è inarrestabile.

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