Lanzalone e Somigli: “Oneri di difesa dell’Occidente siano condivisi, basta essere passivi”.
“L’Europa e in particolar modo l’Italia non devono restare passivi rispetto a ciò che sta accadendo in Medio Oriente. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha, se vogliamo fare un paragone storico, conseguenze epocali, paragonabili solo al blocco dei Dardanelli nella Grande Guerra e avrà ripercussioni sul commercio globale ‐ accelerando la frammentazione del mercato globale in regioni economiche – sia sugli assetti geopolitici di una regione che è vicinissima a noi e nella quale dobbiamo dire la nostra”.
Lo affermano, in una nota, Luca Alfredo Lanzalone, avvocato con studio a Milano e Miami, e Lorenzo Somigli, giornalista, autori del libro The Donroe Doctrine (Angolazioni, 2026) sulla “geopolitica in azione” del presidente Trump, invitando a “cogliere gli stimoli positivi” dell’attuale presidente, che dedica ampio spazio alla “grandezza europea”, molto più dei predecessori Biden-Harris e Obama.
“I costi e la responsabilità, anche operativa, della difesa dell’Occidente – scrivono nel volume Lanzalone e Somigli – non possono più gravare esclusivamente o prevalentemente sugli Stati Uniti: è necessario che vi sia, da parte dei paesi europei alleati USA, la disponibilità a condividere gli oneri e ad assumersi la responsabilità primaria delle loro regioni più prossime, come il Medio Oriente”.
“Un approccio, quello suggerito da Trump, che garantisce – affermano – una condivisione degli oneri, in modo tale che gli sforzi beneficino di una più ampia legittimità, mediante un modello operativo non più solo militare, ma politico–economico–militare (perché le guerre del futuro non si vinceranno solo con i carri armati, ma anche, e soprattutto, con una capacità economica e finanziaria idonea a consentire un costante sviluppo tecnologico e idonea a condizionare i mercati dei paesi nemici) attraverso partnership mirate che utilizzano strumenti economici per allineare gli incentivi, condividere gli oneri con alleati che condividono gli stessi principi, onde evitare la dispersione delle risorse che ha compromesso gli sforzi passati”.


