Il CNRS Libanese e l’importanza della cooperazione italiana. A colloquio con Mouin Hamze

Lorenzo Somigli, Roberta Vaduva e Mouin Hamze bn

Condividi articolo:

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su email

SEGUICI SU TELEGRAM:

Lorenzo Somigli e Roberta Vaduva oggi hanno intervistato il Professor Mouin Hamze, Segretario Generale del CNRS. Questa la sua intervista in italiano e in inglese.

Incontriamo il Prof. Mouin Hamze, Segretario Generale del CNRS, al Beirut Digital District dopo una visita alla zona sciita della città. Ci delinea un quadro allarmante sulla situazione del Paese che, purtroppo, coinvolge direttamente anche il CNRS: “Solo una delle otto sedi è ancora utilizzabile al momento. In più, senza energia, abbiamo perso i nostri archivi, il lavoro di anni è scomparso perché non abbiamo elettricità. È come se ci avessero ucciso”.

Una crisi organica, figlia dello stallo politico e del crack finanziario, sta dilaniando il Libano. Hamze è netto sulle possibili strade per uscire dalla crisi:

“Nell’attuale classe politica non possiamo riporre alcuna speranza. Su di loro, su tutti loro, non si può fondare alcun progetto di rinascita. Il Libano necessita di una nuova classe politica che fondi la propria legittimità sull’alterità rispetto all’attuale sistema, sulla distruzione politica dell’esistente. Un’alta marea che sommerga e risucchi il vecchio per far posto al nuovo. Un nuovo che, però, non nasca dalle ceneri del vecchio sistema. Perché il vecchio è terra fertile solo di corruzione, clientelismo ed egoismo. Per questo – rimarca – occorre un nuovo patto sociale”.

Il confessionalismo stesso, peculiarità del Paese del Cedro, unico stato arabo con una forte presenza cristiana a tutti i livelli, non è più il fattore decisivo per la stabilità politica e soprattutto sociale: oggi sembra stia causando non pochi e trascurabili problemi. Il vecchio contratto sociale libanese non regge più, necessita di una nuova brezza mediterranea.

Una delle risorse cui attingere per aiutare il Libano a superare questa continua crisi è la cooperazione di cui l’Italia è capofila e di cui il CIHEAM di Bari, con cui Mouin collabora regolarmente, è una delle massime espressioni, una delle più apprezzate a livello mediterraneo.

“L’Italia è differente e migliore quando si tratta di cooperare per lo sviluppo dei popoli. L’Italia viene per aiutare le popolazioni e le comunità a migliorare le proprie competenze e capacità, incentiva la sostenibilità, aiuta concretamente”.

Uno dei fiori all’occhiello dell’iniziativa italiana in Libano è il battello scientifico Cana donato nel 2008 e indispensabile per le attività del CNRS.

Firenze-Beirut: diario di viaggio – Il Tazebao

Le nostre interviste

Una confederazione per uscire dallo stallo del settarismo? A colloquio con l’Avv. Roger Eddé – Il Tazebao

La crisi del Libano e le possibili vie d’uscita secondo Wissam Fattouh (Unione delle Banche Arabe) – Il Tazebao

English version

We meet Prof. Mouin Hamze, Secretary General of CNRS, at the Beirut Digital District after a visit to the Shiite neighbourhood of the city. He gives us an alarming picture of the situation the country is living. A crisis which also directly involves CNRS: “Only one out of our eight locations is still usable now. In addition, due to the lack of electricity, we have lost our archives, the work of years has disappeared. It’s like they killed us”.

An organic crisis, child of the political gridlock and financial crash, is tearing Lebanon apart. Hamze is clear about the possible ways out of the crisis:

“We cannot put any hope in the current political class. On them, on all of them, no project of rebirth can be founded. Lebanon needs a new political class that bases its legitimacy on a policy of destruction. A high tide that submerges and sucks up the old to make room for the new. A “new” that, however, is not born from the ashes of the old system. Because the “old” is only fertile ground of corruption, cronyism and selfishness. For this reason – he underlines – a new social pact is needed”.

Confessionalism itself, the peculiarity of the Country of the Cedar, the only Arab state with a strong Christian presence at all levels, is no longer the decisive factor for political and especially social stability: today it seems to be causing not a few and negligible problems. The Lebanese social contract no longer holds up, it needs a new Mediterranean breeze.

One of the resources to draw on to help Lebanon overcome this continuous crisis is the cooperation of which Italy is the leader and of which the CIHEAM of Bari is one of the highest expressions, one of the most appreciated at Mediterranean level. Mouin regularly collaborates with the aforementioned Italian organization.

“Italy is different. Italy comes to help people and communities improve their skills and capacities; it incentivizes sustainability”.

One of the flagships of the Italian initiative in Lebanon is the Cana scientific boat donated in 2008.


Resta sempre aggiornato con Il Tazebao

Unisciti al gruppo Telegram per ricevere i nostri approfondimenti appena usciti. Instagram sarà il nostro supplemento fotografico. I video animano il nostro canale YouTube. Infine, inviando una mail all’indirizzo della redazione (redazione@iltazebao.com) puoi ricevere la newsletter settimanale.

Cerca un nuovo articolo

Resta sempre aggiornato

Scopri Il Tazebao

Ho letto la Privacy Policy

Il Tazebao

Scopri altri articoli

Una storia di libertà

Quiriti, non è così facile rinunciare di netto e senza opporsi a una lunga e comune storia di libertà. Certo,