Elezioni in Georgia e in Giappone: in atto sempre più smarcamenti dall’egemonia occidentale. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Il fine settimana appena trascorso è stato testimone di due importanti avvenimenti elettorali: le elezioni parlamentari in Georgia e in Giappone. In entrambi i casi si registrano risultati non proprio positivi per le cancellerie europee e la Casa Bianca: nella prima vince il partito al governo, Sogno Georgiano, col 54%. Tuttavia, l’attuale presidente della Repubblica, Salome Zurabishvili, ha apertamente disconosciuto il risultato, favorendo le ingerenze di Washington e Bruxelles e l’istigazione di una serie di manifestazioni di piazza più o meno pacifiche, che riportano la memoria all’inquietante periodo tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 in Ucraina, dove lo stesso copione risultò in quel “Maidan” che ha causato le conseguenze che tutti conosciamo e tutt’oggi osserviamo quotidianamente (seppur, per fortuna e almeno per ora, a distanza). Se Tbilisi piange, Tokyo non ride: il Partito Liberal Democratico del nuovo presidente Shigeru Ishiba ha perso, per la prima volta in quindici anni, la maggioranza nella Dieta: solo 215 i seggi, 64 in meno rispetto alla tornata precedente, mentre la principale forza di opposizione, il Partito Costituzionale Democratico, ne ottiene 98 in più attestandosi a 148. Situazione molto caotica, dal momento che nessuno ha ottenuto la maggioranza assoluta e sono a disposizione solo 30 giorni prima di individuare chi governerà. Lo yen, intanto, è crollato ai minimi rispetto agli ultimi tre mesi: si prevede che le dispute saranno lunghe e probabilmente Ishiba già dovrà abbandonare la scena. (JC)

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