“Due mesi al voto”: di energia, destre nazional-Melonian-populiste, di piccolo-grande centro, NATO e l’Italietta nel Mediterraneo. Lorenzo Somigli alla diretta Twitch di Dario Baldi

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Tanto i giornali non li legge più nessuno o forse no! Il fondatore de Il Tazebao Lorenzo Somigli è intervenuto alla diretta Twitch del giornalista Dario Baldi. Una ricca conversazione che, dai temi dell’attualità politica italiana, ha spaziato financo alla politica energetica e alla geopolitica.

“Queste possono essere elezioni critiche perché vengono in un momento estremamente particolare della nostra storia, con la crisi energetica e alimentare. C’è lo spettro della bassa affluenza, che può penalizzare il Centrodestra, come hanno dimostrato le ultime amministrative, vista anche la capacità del Centrosinistra di mobilitare l’apparato”, ha detto Somigli.

“Meloni viene crocefissa un giorno sì e l’altro pure – attacchi sulla persona e mai nei contenuti. Credo sia molto più vicina a un’area liberalconservatrice che a un qualcosa di non precisato simil fascista. Il Centrodestra è in una fase interlocutoria. Silvio Berlusconi non può fare il premier, anche per ovvi motivi, ma è fondamentale come federatore, come padre nobile; Meloni e Salvini lo hanno capito e hanno cambiato atteggiamento. Senza Berlusconi non esiste il Centrodestra. Penso che premier non sarà un’espressione diretta delle forze politiche ma sarà qualcuno capace di trovare altre simpatie e consensi in Parlamento”. Rimane da capire, secondo Somigli, il destino del centro “che con un 10% potrebbe bloccare il futuro Parlamento”.

«Il tema dell’energia – ha sottolineato ancora Somigli – dovrebbe essere al centro del dibattito e dell’agenda di tutti i partiti in questa tornata. Qui c’è in gioco il nostro modello di benessere, che ha migliorato la nostra qualità della vita, portandoci a essere un paese avanzato».

“Da giornalista, la prima domanda che farei ad ogni aspirante parlamentare è con quali misure intenda rendere autonomo il Paese. Ritengo occorra un nuovo mix energetico, comprensivo di tutte le tecnologie e risorse disponibili, nucleare compreso”.

Baldi ha posto la domanda sul famigerato rigassificatore: “Il problema vero è stata la mancata gestione della fase di dismissione del complesso industriale di Piombino. Bisogna aver chiaro che il 24 febbraio è uno spartiacque, che il mondo di prima non tornerà più, che dovremo abbandonare progressivamente il gas russo, che per l’indipendenza energetica occorrono le infrastrutture, che hanno lunghi tempi di realizzazione, come il rigassificatore. Vincerà chi saprà impostare un’agenda concreta per rompere la sudditanza energetica”.

L’intervista a cura di Somigli: “Civitas Chianti. Codesti son altri luoghi! L’ouverture di Raffaele Tarchiani” – 28/07/2022

Sul M5S ha fatto tre riflessioni, sviluppando un pensiero sulla politica estera dell’Italia: “Li ho sempre percepiti come molto distanti per la loro virtualizzazione del consenso. Conte ha iniziato il balletto di tutti coloro che si sono distanziati da Draghi, per motivi molto concreti e poco politici: sa bene che senza politica non conta nulla nemmeno all’Università. Sono totalmente lontano da Di Maio. Non riesco a credere sia Ministro degli Esteri, ripensando alla nostra storia di diplomazia e cooperazione. Detto ciò, i nostri problemi in politica estera, però, non cominciano né con Di Maio né con Draghi. Partono dal 2011 con il sostegno alle Primavere arabe”.

«Il prossimo governo deve fare due scelte chiare. Siamo un membro fondamentale della NATO, siamo il paese che ha permesso alla NATO di aprire una prospettiva e una presenza nel Mediterraneo allargato. Dobbiamo cambiare postura e recuperare presenza e proattività, anche a vantaggio e per la sicurezza di tutta l’Alleanza».

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