Commisso, lo stadio e… la fine del calcio. Il tackle di Fabio Fallai

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Il quarto tackle del Presidente del Viola Club Franco Nannotti: contro gli attacchi “parrucconi” al nostro Rocco.

Ancora una volta Rocco Commisso, a seguito di un’intervista, rilasciata al Financial Times alla fine di novembre ma pubblicata solo giovedì scorso, ha scatenato le ire dei benpensanti e dei parrucconi che, orfani dei salotti aristocratici che amavano frequentare negli anni ’50 (descritti benissimo da La Capria nel romanzo Premio Strega 1961), mostrano, per l’ennesima volta, il loro volto inorridito ma soprattutto la loro arroganza, isteria e presunzione.

Rocco ha dichiarato che lo stadio Franchi fa schifo: chiunque abbia frequentato anche una volta sola lo stadio di Firenze (e soprattutto i suoi servizi igienici) non può che confermarlo. Qui non si contesta l’opera razionalista del progettista Nervi (peraltro ben altre e ben superiori sono le opere razionaliste anche in Firenze che meritano più attenzione): qui si esprime un giudizio sulla funzione, uno stadio indegno di un paese civile, inservibile sotto tutti i punti di vista, scomodo, fatiscente, soggetto a degrado costante vista la vetustà della struttura (90 anni di cemento armato mal portati).

Rocco ha dichiarato che lo stadio Franchi è stato testimone di soli 2 scudetti: Wembley che di trofei ne ha vinti un po’ di più, è stato abbattuto e rifatto, a conferma che la storia sportiva del Franchi è ridicola rispetto ad altri templi del calcio.

Subito si sono scatenati gli iracondi: la nipotina di Nervi minaccia querele, non si capisce perché. Mica è stato infamato Nervi o chi l’ha realizzato. Si è solo espressa una verità incontrovertibile, che tutti i tifosi frequentatori dello stadio ripetono da anni: lo stadio fa cacare!

Poi si sono offesi i tifosi da tastiera, perché colpiti sul vivo dal fatto che a Firenze si è vinto solo due scudetti. Forse non è vero? È stata colpa di Rocco?

Poi si sono offesi quella della Lega, minacciando azioni legali verso Rocco e la Fiorentina per le dichiarazioni rivolte agli Agnelli. Anche qui di una illuminante trasparenza: in qualunque parte del mondo, dopo le inchieste sulle plusvalenze truccate, tutti i soci della Società quotata in Borsa avrebbero chiesto le dimissioni dell’Amministratore Delegato. Dov’è la bestemmia?

Proprio loro, quelli della Lega, che, con candore malandrino, hanno soggiaciuto alle richieste del Governo limitando gli ingressi per le prossime due partite (ma fino a Giovedì si entrava al 50%) a soli 5.000 spettatori: un’offesa ai tifosi e alla loro passione, un’offesa al raziocinio e all’intelligenza delle persone che, come stigmatizzato dal Centro di Coordinamento Viola Club, si aspettavano, a seguito del picco di contagi della pandemia la chiusura degli stadi oppure la logica conservazione della regola in vigore. Agli stadi vanno i soli vaccinati, in Inghilterra sono stipati come cavallette, e se il vaccino ha un senso è quello di garantire la libertà di movimento a chi se l’è fatto, pena la ridicolizzazione di tutte le procedure attuative anti-pandemia.

Papa Francesco ha stigmatizzato il pericolo della cancel culture che sta imperando in tutto il mondo e sulla colonizzazione ideologica che l’ignoranza e la presunzione stanno cercando di imporre: questi benpensanti chiaccheroni e beceri (a volte verrebbe voglia di rispondere con lo stesso tono, ma la mia formazione culturale me lo impedisce), hanno veramente superato tutti i segnali di tolleranza.

Un calcio che perde di senso?

È notizia di ieri che due giovani tifosi viola, uno in occasione della partita interna con il Milan, l’altro ad Empoli in trasferta, sono stati condannati a due anni di DASPO per aver acceso un fumogeno viola: il primo in Curva Fiesole e il secondo in occasione dell’arrivo del pullman della squadra al Castellani. Un fumogeno, un segnale non aggressivo né violento, un gesto di amore verso la squadra, una consuetudine abituale per chi, come me, frequenta gli stadi da oltre 50 anni: per identificare i due ragazzi sono state distratte risorse, umane ed economiche, come se si trattasse di crimini organizzati. Anche questo atteggiamento repressivo, del no a prescindere, ha cambiato il calcio.

Rocco ha diritto di dire quello che pensa. Rocco non ha offeso nessuno. Rocco sta dicendo delle verità lapalissiane. Loro aggrediscono, irridono, manipolano e soprattutto hanno ucciso il calcio per come io l’ho conosciuto ed amato. Ed è un delitto che non posso perdonargli!

Gli altri tackle del Presidente Fallai
  1. Dall’aggressione volgare e rozza alla violenza sessuale: quando la pena non è commisurata. Il tackle di Fabio Fallai – Il Tazebao
  2. La delusione di Dusan Vlahovic. Il tackle di Fabio Fallai – Il Tazebao
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