Willi dixit: “Messo a posto il Papa tedesco i normanni guardano alla Sicilia…”

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Il Tazebao – Inviato nel 1890 a insegnare le lettere ai figli dei mercanti siculi cui i Principi normanni padroni di Sicilia ed Europa hanno temporaneamente dato il permesso di arricchirsi, il bergamasco Mazzoleni rilegge Dante, comprende tutto. E lo scrive.

Dante ha compreso Costantino: dopo la Venuta del Messia, il potere politico deve essere instaurato in Cristo. Oppure, lo sarà in Barabba. I Principi tedeschi e franchi invece vogliono il contrario: trasformare il Papato in un regno mondano. L’impero Barabba. 1053: si parte.

Uno di loro, tale Bruno von Egisheim-Dagsburg (Papa Leone IX), si fa eleggere Papa. È lui a separare Roma dalla Chiesa cattolica e apostolica. Ma prima – come sempre sarà fino alla fine dei tempi – c’è un ostacolo da eliminare per prendere la Sicilia e, dunque, il mondo: i Normanni.

ll 17 e il 18 giugno 1053 del vero calendario, le truppe e l’invincibile cavalleria di Umfred e suo fratello Robert d’Hauteville – normanni nati in Francia fedeli a S. Costantino – sbaragliano le truppe sveve e longobarde guidate dal Papa. E lo prendono prigionero per 9 mesi.

Nipote di Richard I de Normandie, Robert è cugino di secondo grado di Guillaume, figlio illegittimo di un altro Robert, che 13 anni dopo prenderà l’Inghilterra ai sassoni diventandone Re. Messo a posto il Papa tedesco, Robert e suo fratello Roger già guardano alla Sicilia.

Roger sa come i Romani hanno preso la Sicilia. E a maggio del 1061 sbarca quindi a Milazzo con i cavalieri. C’è da punire l’eterna traditrice – Messina –, il cui Eufemio ha consegnato agli Arabi la Sicilia senza combattere nel lontano 827. Dante, lo sa. E inizia.

Dante mette così Guillaume accanto a Costantino.

“E quel che vedi ne l’arco declivo,

Guiglielmo fu, cui quella terra plora

che piagne Carlo e Federigo vivo:

 

ora conosce come s’innamora

lo ciel del giusto rege, e al sembiante

del suo fulgore il fa vedere ancora”, (Paradiso, Canto XX).

Dante ha compreso perché Roma è caduta.

Così, nel 988 a Kiev è di nuovo un principe normanno, Vladimir, che sposa la principessa di Costantinopoli Anna e fa battezzare tutta la popolazione nelle acque del Dnepr. Innestandola in Cristo.

Dante anticipa quello che “gente grossa non vede”, dice S. Florenskij 600 anni dopo. E aggiunge: “Il cammino di Dante e Virgilio inizia in Italia”. Trotzkij legge e ordina: “Censurare Dante!”

Passano 100 anni esatti. I Cristiani di rito latino iniziano la grande conversione.

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