Stoccate: “Ite, missa est”. Gianni Bonini su Il Nodo di Gordio

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(Il Nodo di Gordio) – Impazzano ancora le mascherine, ma non quelle del Carnevale. Sono lontani i tempi del De Michelis danzante, grande ministro anche troppo visionario, e delle falloforie sul Canal Grande a Venezia della Fiorella Mancini, artista profonda. Che stile, che nostalgia! Oggi vanno di moda quelle certificate e nei centri commerciali le potete ammirare di colori e fogge diverse, tenute sopra e sotto il naso, l’estremo tentativo di un volgo disperso che non sa più a che santo votarsi.

Non sarà un autunno dorato, altro che Huizinga, e il Generale Inverno evoca l’Armir non le settimane bianche dei cinepanettoni. E dopo i virologi è il momento di notorietà nei talk show degli esperti di gas, costretti a barcamenarsi tra la realtà, dura, e la deferenza obbligata alla narrazione improbabile della Commissione Europea. Senza avere nemmeno la possibilità di candidarsi perché, ahimè, le liste sono già chiuse e le elezioni alle porte, per cui sono destinati a portare fieno alle cascine dei virologi appunto, eccitandone la credenza salvifica.

Non è facile nemmeno per noi stoccatori di professione, ammiratori della resilienza, per la verità un po’ tanto passiva, della gens italica, usare le armi dell’ironia e del sarcasmo, l’humour della perfida Albione lo lasciamo ai giornaloni. Per cui abbiamo deciso di farne a meno e non sarà l’unica volta e di spiattellarvi un bignamino, lo si usava nella vecchia scuola gentiliana che ora davvero non c’è più, che riassume la nostra analisi sulla situazione, hic et nunc.

«E allora non è facile ammettere che è radicalmente sbagliato il modello economico-sociale dell’Europa che si è affermato con violenza dopo la caduta del Muro. Il resto sono autoassoluzioni, anche perché venirne fuori è praticamente molto difficile. Alla Borsa di Amsterdam non gliene cale…Si torna lì».

Purtroppo il nodo è il modello post-89. È fallita la transizione dell’URSS in un sistema euro-mediterraneo democratico-riformista, la visione portata avanti dalla migliore scuola democristiana – Camaldoli luglio 1943 a ridosso del 25, vi dice niente? – e dall’eurosocialismo di Craxi, Soares, Gonzalez e Mitterand. Kohl non ci ha mai creduto e tanto meno Gorbacëv, non fu Adimanto ma peggio, perse il controllo della linea di comando sovietica.

Lo scioglimento della DDR nella Repubblica Federale ne è stato il segno più eclatante, seguito dall’implosione jugoslava, con la Croazia e la Slovenia riconosciute subito dai tedeschi e poco dopo dal Vaticano. I bombardamenti sulla Serbia del ’99 sigillano questi rapporti di forza che erano peraltro già chiari ai tempi di Olof Palme.

Pratica di Mare nel 2002 è un estremo tentativo fuori tempo massimo, a cui un Putin homo novus non si sottrasse, uno show, di cui comunque rendere onore a Berlusconi. Ha vinto Mackinder e la Turbofinanza…Ite, missa est.

Originariamente pubblicata su Il Nodo di Gordio: STOCCATE: Ite, missa est.

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