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La dimensione marittima della sicurezza alimentare. Sébastien Abis a Terre-net

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Le tensioni nel Mar Rosso dimostrano l’importanza della “dimensione marittima” della sicurezza alimentare. L’analisi di Sébastien Abis, direttore del Club Demeter e ricercatore all’Iris, per Terre-net.

Con «più dell’80% del commercio mondiale di materie prime che circola via mare», la sicurezza alimentare è “molto marittima”: questo il pensiero del ricercatore Sébastien Abis, specialista in questioni geopolitiche applicate all’agricoltura.

«Si stima che, durante i periodi di picco del commercio, attraverso l’oceano circolino tra le 35 e le 50 milioni di tonnellate di cereali. Quindi lo stock mondiale di cereali, per molti paesi del mondo, è la barca che sta arrivando!» spiega.

(…) L’impatto del blocco dei porti ucraini nel Mar Nero sul commercio globale di cereali, al momento dell’invasione russa all’inizio del 2022, conferma questa “dimensione marittima” della sicurezza alimentare. Allo stesso modo, gli effetti di El Niño sul Canale di Panama: «Il pescaggio è diminuito e negli ultimi sei mesi sono passate attraverso il canale la metà delle barche rispetto al solito».

Più recentemente si possono citare le tensioni nel Mar Rosso: da metà novembre i ribelli Houthi, appoggiati dall’Iran, attaccano navi legate a Israele e in transito tra lo Yemen e Gibuti, in risposta ai bombardamenti nella Striscia di Gaza. striscia.

«Queste milizie – continua Sébastien Abis – hanno cominciato a prendere di mira le imbarcazioni che facevano scalo in Israele o che avevano interessi economici per Israele come si apprende dal sito di informazione MarineTraffic, dove si possono seguire tutte le imbarcazioni del mondo, conoscere le bandiere, le fermate, i prodotti, perché è una regola».

Per approfondire: Gli standard, l’inflazione alimentare, le dipendenze della Ue, la nuova PAC. Sébastien Abis a L’Express

Questi attacchi mirati si inseriscono in un quadro più globale. «Siamo nel mezzo della geopolitica perché c’è la guerra nello Yemen, questo conflitto di cui non è mai interessato alcunché in Europa» ma che oggi è al centro della scena perché penalizza commercio marittimo globale, in particolare il commercio agricolo, influenzando i prezzi dei cereali. (…)

L’area, infatti, è strategica: il 15% del commercio marittimo mondiale, il 20% del commercio mondiale di cereali e un terzo del grano europeo esportato nel mondo passano attraverso il Mar Rosso, rendendolo «un passaggio marittimo fondamentale per i collegamenti tra Asia, Oriente e Africa, paesi del Medio Oriente ed Europa».

Il ricercatore sottolinea anche le conseguenze di questa situazione sull’Egitto, grande importatore di grano, «che vede le sue entrate pubbliche diminuire drasticamente» perché il Canale di Suez è la seconda fonte di entrate statali: la capacità del Paese di acquistare grano e sovvenzionare il il prezzo del pane rischia di ridursi nei prossimi mesi.

Fonte: « Le stock mondial de céréales n’est pas sur terre, il est sur mer ! »

Gli altri interventi
  1. Grano, olio di girasole, mais: la guerra è (anche) un dramma agroalimentare
  2. Sébastien Abis: “Il grano, un’arma geopolitica della Russia”
  3. “Comment va la planète mer?” Uno sguardo sul mare nostrum con Sébastien Abis (Club DEMETER)

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