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Gianni Bonini “Primavera di bellezza. Un’autobiografia non autorizzata”, presentazione di Salvina Pizzuoli – Tuttatoscana

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La recensione di Tuttatoscana

Tuttatoscana – Molte sono le concomitanze determinanti nella vita di ciascuno di noi: il nucleo familiare, includendo la sfera delle conoscenze e frequentazioni costanti, amici e parentado, con gli affetti e le emozioni ad essa connessi; gli incontri fortuiti; le scelte operate in itinere, spesso istintive o comunque non sempre legate ad analisi approfondite; il tutto gioca, si organizza, risente di uno sfondo, legato al periodo storico, alle vicende, vicine e lontane, alle esperienze che ciascuno sperimenta, conduce e interpreta a proprio modo.

Questa premessa al testo di Gianni Bonini, “battezzato da vero fiorentino nel bel San Giovanni. Gianni, non Giovanni”, ha un senso ben preciso: ripercorrere come lettore le pagine autobiografiche è un ricordare o conoscere, interpretare, analizzare, capire una trance de vie, cogliendola in un contesto, come fa l’autore che la inquadra sullo sfondo della situazione storica, non solo da protagonista ma anche da analista e studioso di geopolitica, e lo fa benissimo.

Tra gli anni ’50 e gli anni ’80, la sua autobiografia infatti è articolata come in due parti:  i ricordi dell’età “spensierata”, tra gli affetti e le emozioni ad essi legate, e i ricordi di un’età più matura, entrambe ben contestualizzate e circostanziate in ambito artistico, socio-economico-politico e culturale in senso ampio e completo. I due periodi decisamente diversi per la storia che li ha caratterizzati: dall’Italietta del dopoguerra e della ricostruzione, dal paese del cambiamento, alla caduta delle illusioni, periodo che prelude, anche se senza precise sintomatologie evidenti, a quanto accaduto dopo i fatidici anni Ottanta.

«Voglio lasciare traccia di un mondo reale che non è quello delle stereotipe liturgie di regime. Il secolo lungo e sanguinoso, il Novecento, che ha permesso l’accesso alla Storia di grandi masse proletarie, nel senso latino del termine […]»

“La mia non è stata la meglio gioventù, ma una generazione che la Ricostruzione uscita dalla guerra civile europea preparava a fare la classe dirigente, eredi di donne e uomini che erano sopravvissuti al disastro, capaci di amore, innervati da dottrine sociali centrate sull’Uomo”.

Un testo che racconta un periodo di grande fermento economico, di progettazione di una società nuova, di ricerca e impegno e di sperimentazione in tutti gli ambiti dal produttivo a quello artistico, scientifico, sociale, politico con grandi spinte innovative della nostra società che ha, e non poteva essere altrimenti, influito sulle scelte, su tutto quel vivere per vivere che caratterizza l’età giovanile, quella che in termini sintetici possiamo definire la nostra “primavera”.

Il libro verrà presentato da Il Tazebao a Firenze il prossimo 28 febbraio: L’altra urbanistica. Memorie dal passato per la “Firenze meretrice”

Gianni Bonini (Firenze 1950) studioso di geopolitica, è stato uno dei costituenti fiorentini del Manifesto spostandosi successivamente nell’area socialista. Poi Presidente della Fiorentinagas e vicepresidente del CIHEAM (Centre International de Hautes Ètudes Agronomiques Méditerranéennes), è autore di molti articoli e saggi.

L’Ora blu, in Viale dei Mille 27r a Firenze, è la libreria in cui è possibile acquistare il libro.

Fonte: Gianni Bonini “Primavera di bellezza. Un’autobiografia non autorizzata”, presentazione di Salvina Pizzuoli

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