Cambiare tutto per non cambiare nulla…

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Una riflessione di più lungo respiro di Gianni Bonini a partire dalle dimissioni del Primo Ministro Boris Johnson.

Cambiare tutto per non cambiare nulla e per cortesia non ricominciamo con la storiella che gli inglesi non vogliono la Brexit e balle del genere. La ruling class britannica fa ancora scuola, altro che i parenti WASP d’Oltreoceano.

«Il parlamentarismo liberale etoniano pratica con disinvoltura l’alternanza a seconda della fase storica, ma non dismette mai il suo abito empirista e talassocratico. Per le colonie c’è sempre pronto il regime change».

Per approfondire: “Il grande giuoco continua”

Nell’altro campo, quello post-comunista, domina il monopartitismo democratico, dove questo non sottintende a libertas, secondo la definizione di un mio vecchio maestro, e dove l’egemonia della base industriale ancora detta le regole del controllo sociale, meno flessibile e sofisticato rispetto agli Ott, ma non meno competitivo sul piano cibernetico.

«Il capitalismo politico o della sorveglianza è la categoria unificante che connota il mondo di oggi».

Non abbiamo bisogno di tifosi ma di una nuova leva di critica della politica, capace di leggere e anticipare la dialettica del comando. Sine ira et cum studio.

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