Bombardate province afghane al confine, ma il Pakistan nega. La realtà mediorientale è sempre più aliena alle oniriche “paci trumpiane”. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Continuano sottotraccia, perlomeno nella narrazione mediatica internazionale, ma non accennano a placarsi le tensioni tra Pakistan e Afghanistan. Vari bombardamenti sono stati riportati ieri nelle province di confine afghane di Kunar, Khost e Paktika, con la morte di 10 civili, di cui 9 tra donne e bambini, nella seconda. Pronta l’accusa del governo talebano verso Islamabad, la quale tuttavia nega di aver condotto qualsivoglia attacco aereo su suolo afghano. Non riescono quindi a ricomporsi i rapporti tra i due Paesi, contrariamente a quelli tra Pakistan e Iran, che pure hanno vissuto analoghe vicissitudini per le stesse cause legate al terrorismo e oggi vedono il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, Ali Larijani, in visita ufficiale a Islamabad ricordando come il Pakistan «amico e fraterno» abbia sostenuto Teheran nella guerra di giugno contro Israele. Con una Siria, però, attraversata da infiltrazioni jihadiste pari se non maggiori che ai tempi di Assad, la pax trumpiana è un sogno quanto mai lontano, che si rimpicciolisce sempre più come il cosiddetto piano per la pace in Ucraina. (JC)

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