Alla Microsoft la paura ha fatto 90: via il team per la “diversità, equità e inclusione”, mancano i soldi. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Dopo il crack di pochi giorni fa, che ha letteralmente mandato in tilt l’intera comunità mondiale euro-atlantica (pochi gli strascichi in Cina e India, nessuno in Russia), alla Microsoft arriva un altro colpo, stavolta interno: il “DEI team” (Diversity, Equity and Inclusion) è stato soppresso a causa, è scritto nella mail inviata ai dipendenti coinvolti nell’organizzazione, di un «cambiamento delle esigenze aziendali» che, è specificato, «da nessuna parte è più considerato d’importanza critica per il business, né ragionevole come avveniva nel 2020». Infatti, in altri giganti del settore tecnologico è stata presa una decisione analoga: Zoom ha già licenziato, quest’anno, il suo team che si occupava dei temi relativi alla “diversità” e lo stesso hanno fatto Google e Meta l’anno scorso. L’ondata di tali gruppi e squadre di lavoro nelle grandi aziende era partita infatti sulla scia dell’indignazione causata dall’omicidio di George Floyd, che anziché essere analizzato nei suoi risvolti e nei suoi antefatti fu sbrigativamente e sommariamente liquidato come “omicidio a sfondo razziale”, fornendo il pretesto a questa “innovazione”, durata del resto ben poco a causa della mancanza sempre più acuta di fondi e investimenti, come ha esplicitamente lamentato lo stesso capo dell’ormai ex-team DEI di Microsoft. La quale, comunque, assicura che “niente cambierà” dal punto di vista dell'”impegno per diversità, equità e inclusione”. (JC)

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