30 aprile 1993 – Perché tutto è iniziato lì

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Le monetine contro Craxi come materializzazione dei mali che oggi affliggono quanto rimane della Repubblica.

“30 aprile 1993”: il nuovo libro di Filippo Facci, edito da Marsilio. Le monetine a Craxi affondano la Prima Repubblica e dischiudono la Seconda. E l’antipolitica, che pur covava sotto la cenere, si materializza plasticamente lì, sotto e intorno al Raphael, fascisti e comunisti, massa confusa e sconnessa, che si crede protagonista della Grande Storia, che altri decidono in altri lidi, e che, invero, è un mero strumento, sedotta e abbandonata, massa che serve, servirà fino a quando serve ai fini degli altri. Cioè fin quando si doveva distruggere la politica oppure, successivamente, per colpire o intimorirne gli ultimi residuati. I segnali dei processi che oggi ci travolgono – senza filtro né limite né mediazione – c’erano già tutti. Erano lì tutti il 30 aprile ’93.

30 aprile 1993 – Non avevate a tirare quelle monetine! – Il Tazebao

Proprio per questo, ancora oggi, a quasi trent’anni, c’è bisogno di una retrospettiva meticolosa sui fatti di allora e sulle loro ripercussioni sul tempo presente. La Storia, per com’è stata venduta, non convince più. Non si spiegherebbe la tanta necessità di approfondire, di rivedere, la tanta produzione dedicata a quegli anni nella quale rientra anche questo libro. Solo nostalgia del bel tempo andato? Forse più un’esigenza di verità, perché sì, se oggi ci fosse ancora la Politica, non staremmo a barcamenarci sull’ora d’aria in più o meno.

Oltre alla ricostruzione dei fatti, in una sequenza che restituisce il clima fetido di allora e il gorgo che inghiottiva storie, valori e persone, da menzionare nel libro di Facci (che oggi verrà presentato dalla Fondazione Craxi) l’opera di documentazione degli articoli di stampa pubblicati durante quegli anni che testimonia il totale allineamento, la subalternità del mondo dell’informazione alle Procure. Ieri e oggi. Tutto è iniziato lì.


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