Scuola Dino Compagni, ricorso dello Studio D’Ippolito per la rampa. A sostenerlo una raccolta fondi di Quartiere

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“Una società più inclusiva non può accettare e nemmeno concepire che una persona con disabilità sia costretta ad entrare dall’entrata posteriore o ancora peggio con un montacarichi”.

Firenze 15 dicembre 2020 – Una scuola moderna, efficiente, una scuola tanto attesa ma senza la rampa per i disabili che pure era prevista in origine nel progetto. Una scuola quindi non inclusiva come avrebbe dovuto essere. Questa scuola è la nuova Dino Compagni al Campo di Marte. Un’assenza che non è passata inosservata a molti. Soprattutto a una mamma battagliera. Da oltre un anno, infatti, Ginevra Risaliti supportata da tanti concittadini, a cominciare dal Gruppo Facebook Noi di Campo di Marte con la sua amministratrice Chiara Giovannini ma anche dal consigliere di opposizione al Q2 Simone Sollazzo, conduce quella che per molti è una battaglia di civiltà: la realizzazione di una rampa per suo figlio con disabilità Niccolò. Il ragazzo non può accedere alla scuola insieme agli altri bambini perché non c’è una rampa di accesso nell’entrata principale di via Sirtori. Deve quindi entrare dall’entrata posteriore su via Verità.

Un gruppo di cittadini ha preso a cuore la causa facendo da tramite con le Avvocatesse Ginevra Bardazzi e Maria Rosaria Pizzimenti dello Studio D’Ippolito, da sempre sensibile a problemi come questo, che hanno consigliato una strategia per far valere il diritto di Niccolò ad accedere a scuola insieme agli altri. Le spese richieste per l’iscrizione del ricorso sono state sostenute con una raccolta fondi di Quartiere promossa da Lorenzo Somigli. L’atto è stato depositato proprio il 3 dicembre, Giornata dei Disabili. L’udienza è fissata il prossimo 20 gennaio.

“Abbiamo seguito fin dall’inizio e apprezzato la battaglia di Ginevra. Ringraziamo tutti colori che si sono spesi e a nostra volta siamo felici – sottolinea Lorenzo Somigli – di aver contribuito ad una svolta significativa nella vicenda. Nessun spirito polemico o strumentalizzazione politica, ma una società più inclusiva non può accettare e nemmeno concepire che una persona con disabilità sia costretta ad entrare dall’entrata posteriore o ancora peggio con un montacarichi. Non scherziamo con la dignità della persona! Un grazie di cuore ai concittadini che hanno supportato la nostra iniziativa”.

Buon Natale Ginevra e Niccolò dalla redazione del Tazebao.

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