Il Tazebao – L’indiscrezione diffusa da Bloomberg, per quanto già il governo alzi le barricate smentendo categoricamente, non dovrebbe stupire nessuno. Sono anni che le nostre infrastrutture di ogni tipologia vengono vendute al miglior offerente estero, senza aver mai visto opposizione in tal senso nell’arco parlamentare. L’opposizione che oggi si scaglia contro la Meloni per il presunto accordo su Musk ha fatto decine di accordi simili con decine se non centinaia di affaristi della stessa risma e della stessa ambiguità del soggetto in questione. Cade per qualcuno, quelli distratti, l’illusione del governo “dei sovranisti” o “dei patrioti”, per altri rimane illeso il prosciutto davanti agli occhi. Un punto su cui occorre però porre enfasi, a mio avviso, è la questione percezione: c’è gente che fa puzzo quando il miliardario americano vuole comprare qualcosa di italico, ma in ogni altro caso, in cui a farlo è un omologo et analogo cinese, saudita, ecc. allora anche il “sovranista patriota” anti-americano cessa immediatamente di agitarsi. Se si vuole tutelare gli interessi strategici del popolo italiano, della sua classe lavoratrice che ne è l’espressione più alta, allora non esistono compratori buoni e compratori cattivi, così come non esiste alta finanza buona e alta finanza cattiva. Retorica che nasce dal “tifo da stadio”, guardare da lontano i fenomeni internazionali, sentendosene protagonisti perché si ricondividono sui social.

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