Minopoli “negazionista” strapazza il catastrofismo gretino: “Vero nodo è rischio idrogeologico”

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L’attacco: “La retorica ambientalista sui cambi climatici da combattere solo con le emissioni, ha fornito un alibi all’immobilismo delle classi dirigenti”

Sono un negazionista se dico che trent’anni di denuncia dei cambiamenti climatici, per poi concentrare le politiche pubbliche solo sulle emissioni carboniche (senza nemmeno mai ridurle) ha creato assuefazione e rassegnazione ai disastri climatici?

Da 30 anni siamo tutti affondati nella bolla della denuncia della apocalisse climatica del futuro, della attenzione dei governi alla “mitigazione” delle temperature “domani” con l’abbandono dei combustibili fossili, che abbiamo tralasciato l’adattamento ai cambi climatici: opere e risorse per attrezzare l’ambiente e il territorio a sopportare gli eventi climatici estremi.

«Anzi, la denuncia, a ogni catastrofe, della colpa dei cambiamenti climatici sta diventando un alibi. Che crea assuefazione, ma inizia anche a generare indignazione».

Non possiamo aspettare che il mondo sia decarbonizzato per rispondere alla principale emergenza ambientale dell’Italia. Che non sono i livelli della CO2, ma l’assetto idrogeologico. Che trasforma una bomba d’acqua, in certi territori e in centri urbani in prossimità di fiumi e invasi, in tragedie apocalittiche.

I politici hanno creduto che bastasse titillare gli scioperi per il clima e ripetere lo sterile catastrofismo di Greta, per salvare la coscienza e dirsi ambientalisti. Mentre l’ambiente di questo paese va a rotoli. Per l’impazzimento del clima, certo, ma i cui effetti sono aggravati da mali antichi. Che ci sono noti dagli anni ’50, che hanno procurato tragedie, diluvi e inondazioni, regolarmente registrate da 30 e 40 anni.

La retorica ambientalista sui cambi climatici da combattere solo con le emissioni, ha fornito un alibi all’immobilismo delle classi dirigenti sulle cose da fare subito per “adattarsi” agli effetti del “clima estremo”. Che ci sono oggi. E non aspettano la fine del secolo.

Umberto Minopoli, Presidente di AIN (Associazione Italiana Nucleare)

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