«I popoli esistono anche quando sono poveri»

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Il messaggio de Il Tazebao in occasione dei 23 anni dalla scomparsa dello statista socialista Bettino Craxi

Firenze, 17 gennaio 2023 – «Sono ormai 23 anni che Bettino Craxi ci ha lasciato, eppure la sua presenza è più viva che mai tra noi. E se la Fondazione a lui intitolata quando ancora si era tutt’altro che spento il clima infame di Mani Pulite, con uno sforzo tenace e lungimirante ne ha valorizzato l’opera di politico e di statista, il suo popolo ne vuole oggi ricordare la generosità al servizio della pace. Quella racchiusa nell’aforisma “i popoli esistono anche quando sono poveri”, la visione della nostra Europa del Lavoro e dello stato sociale con i piedi ben piantati nel Mediterraneo, culla della civiltà. Quel mare che scrutava dall’esilio di Hammamet cercandovi l’Italia all’orizzonte. Grazie Bettino».

I promotori

Gianni Bonini
Pieraldo Ciucchi
Lorenzo Somigli

I firmatari

Renzo Alessandri
Catia Almenara
Laura Barsali
Alessandro Battilocchio
Marco Becattini
Antonio Bellizzi di San Lorenzo
Alida Bensi
Fabio Boni
Flavia Bonini
Francesco Borgognoni
Stefano Borselli
Fiorenzo Bucci
Cesare Calamai
Giancarlo Cappelletti
Luciano Casarredi
Simone Cavaciocchi
Riccardo Chiarini
Giancarlo Ciarpi
Debora Degl’Innocenti
Maurizio Falcinelli
Fabio Fallai
Fabrizio Felici
Stefano Ferroni
Carmine Festa
Matteo Gerlini
Luigi Giacumbo
Riccardo Ginanneschi
Franco Gori
Irene Ivanaj
Talal Khrais
Laura Lodigiani
Salvatore Lombardo
Francesca Longhitano
Massimo Mallegni
Andrea Marcigliano
Jean-Claude Martini
Massimo T. Mazza
Bernardo Mennini
Gianni Mercatali
Renzo Nardi
Stefano Neri
Duccio Niccolai
Fabrizio Pacini
Andrea Pastorelli
Elismo Pesucci
Marco Pieri
Rita Pieri
Mario Poneti
Mario Renzi
Paolo Ricci
Rodolfo Ridolfi
Elisabetta Romoli
Paola Sacchi
Massimiliano Scapecchi
Lino Signori
Ilaria Somigli
Fausto Stefanelli
Maria Cecilia Stefanelli
Edoardo Tabasso
Massimo Taiti
Daniele Taiuti
Leonardo Tirabassi
Marco Tofani
Leonardo Tozzi
Luciano Zeroni

La capanna da cui Bettino Craxi scrutava il mare cercando l’Italia. Solitaria come il suo esilio… (foto di Gianni Bonini)

Per firmare il messaggio scrivere a: redazione@iltazebao.com

Sulla stampa

La Nazione Firenze – Il messaggio del blog Il Tazebao per i 23 anni dalla morte di Craxi “I popoli esistono anche quando sono poveri” (19/01/2023)

Marradi Free News – Il messaggio de Il Tazebao in occasione dei 23 anni dalla scomparsa dello statista socialista Bettino Craxi (17/01/2023)

Pubblichiamo integralmente, inoltre, la lettera di Stefania Craxi

Caro Bettino,

ci risiamo. A distanza di ventitré anni sono ancora qua, ad Hammamet, in quella terra tunisina che ti ha accolto e amato, per abbracciarti e ricordarti, come uomo di Stato, come politico, come padre. È un ordine non casuale, che mi hai insegnato fin da piccola, avendo il privilegio di respirare al tuo fianco il fiato lungo della Storia.

Anche quest’anno, nonostante il trascorrere del tempo e i travagli che agitano le nostre vite, saremo in tanti a stringerci a te. Non siamo più soli come in quel pomeriggio del 19 gennaio 2000 e come tante volte è successo lungo un esilio doloroso – altro che dorato – durante il quale hai lottato contro menzogne e falsità, opponendoti con la forza della ragione, con il coraggio della verità, ad una campagna d’odio violenta, infamante, che ha travolto la tua vita e l’Italia, ai cui destini non hai mai smesso di pensare anche nei momenti più difficili.

E così, non scema il tuo ricordo. Anzi. Non solo non si affievolisce l’affetto di tanti amici e compagni, ma cresce il numero di coloro, soprattutto tra le giovani generazioni, che guardano a te con ammirazione, come un grande italiano che, in decenni non semplici dell’epopea repubblicana, ha saputo dare speranza e lustro al nostro Paese, difenderne come pochi gli interessi e promuoverne le legittime ambizioni sullo scenario internazionale.

Oggi che i venti di guerra sono tornati a soffiare sull’Europa, che il mondo conosce una nuova, a tratti inedita e inquietante fase di disordine, la tua lezione è ancora una volta più che mai attuale. Sei stato un uomo di pace, che ha lavorato per la pace e si è speso per la pace. Difendere la libertà dei popoli, il loro diritto ad autodeterminarsi, dare voce a quanti lottano per la libertà, rispettare le leggi del diritto, è, insieme alla lotta contro i regimi di ogni colore, in ogni parte del mondo, la cifra caratterizzante della tua esperienza, un lascito per le nostre democrazie, per l’Europa e per l’Occidente tutto, che hanno bisogno più che mai di ritrovare una comune ragione d’essere per fare fronte alle sfide di un’epoca travagliata.

È questa la ragione del tuo essere continuamente contemporaneo, una caratteristica propria dei “Grandi”. Il tuo guardare al mondo, il tuo leggere con anticipo i fenomeni globali che ci avrebbero investito, fa sì che la tua voce attraversi incurante i decenni e giunga a noi intatta, come monito per il futuro.

Molto è cambiato, da quel 19 gennaio. Personalmente, è una data spartiacque della mia vita, la ragione, insieme al bene supremo del nostro Paese, del mio impegno pubblico. Vorrei pertanto sapessi che ho tenuto salda la bussola, ho fatto in modo che il “Caso C.”, un caso politico e non familiare, non venisse archiviato. Una paura vana: da subito intuisti come la tua vicenda, che trascendeva fatti e destini personali, avrebbe pesato a lungo sulla vita del Paese. Così è stato, e così continua ad essere.

Ma ricordo bene il tuo assillo. Dicevi: «Fin quando sono vivo mi difendo da solo, ma poi chi mi difenderà?». Ecco, ho provato lungo il corso di questi anni, non senza difficoltà ma con forza e determinazione, a portare avanti quella che chiamavi «l’operazione verità», a fare in modo che i tuoi avversari, che non avresti mai chiamato nemici, non vincessero anche la battaglia della storia. Insistevi affinché fosse scritta bene, la storia, «in tutti i suoi capitoli, con tutti i suoi falsi eroi».

Ebbene, benché il traguardo non sia stato ancora definitivamente tagliato, voglio che tu sappia che siamo molto vicini, che non desisto, che non mi arrendo. Molto, se non tutto, è cambiato. E cambierà ancora. Perché la verità, la giustizia, hanno sì i loro tempi, ma anche una loro forza inarrestabile.

Spero che questo, ovunque tu sia, possa regalare un po’ di pace al tuo animo inquieto.

Ciao, Papà.

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