Charbel Chbeir: “Sviluppiamo le relazioni tra Toscana e Libano”

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Lorenzo Somigli ha consegnato il libro sul Libano al Console Onorario Charbel Chbeir e nel colloquio si è parlato della grande amicizia tra i due popoli.

NNA (National News Agency) – Toscana – Il Console Onorario del Libano in Toscana, Charbel Chbeir, ha ricevuto il giornalista scrittore Lorenzo Somigli, che gli ha consegnato una copia del suo ultimo libro sul Libano “Ora sappiamo che le tue radici sono in noi” (“Now we know your roots are in us”) realizzato dopo l’esplosione del porto. Somigli ha assicurato al Console Onorario libanese il suo impegno a “continuare a pubblicare articoli” nel periodico Tazebao, in cui lavora, sul Libano “per far conoscere il paese del cedro nonché a svolgere attività legate ai rapporti tra Libano e Toscana”. Somigli e la collega Roberta Văduva, che hanno visitato di recente il Libano, avevano pubblicato molti articoli di approfondimento sul Libano e, in particolare, sul rapporto tra l’Emiro Fakhr al-Din II e la Toscana.

In un’intervista all’agenzia di stampa nazionale, Shbeir ha espresso la sua felicità per aver letto il libro di Somigli e ha affermato che “il consolato e l’ambasciata libanese a Roma lavoreranno per sviluppare le relazioni tra Toscana e Libano”.

L’Emiro Fakhr al-Din II, durante il suo regno, soggiornò in Toscana per anni, il che portò allo sviluppo dei rapporti con il Granducato di Toscana. I rapporti tra la Toscana e il Libano non furono interrotti dopo la morte dell’Emiro e furono caratterizzati, nel corso dei decenni, da una seria collaborazione e amicizia reciproca. La Toscana tutta è stata al fianco del Libano, soprattutto dopo l’esplosione del porto di Beirut, quando il console Chabeir ha chiesto a Firenze di aiutare la città in Libano, e la città ha risposto immediatamente inviando, per esempio, una serie di mezzi dei vigili del fuoco al comando di Karantina, danneggiato dall’esplosione che ha causato anche vittime.

La notizia è stata ripresa da altri media in lingua araba: Almarkazia e Sadadahie.


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