Palazzo Canevaro cambia guida. Il profilo del diplomatico scelto e il commento di Lanzalone e Somigli.
Il Tazebao – C’è un nuovo inquilino a Palazzo Canevaro, sul Lungarno Vespucci. È Joe Tordella, il nuovo Console Generale degli Stati Uniti a Firenze.
La notizia è stata data da La Firenze che vorrei nei giorni scorsi e ne ha ricostruito il profilo.
Tordella è un diplomatico di carriera dal 2007 e arriva in Toscana direttamente dalla Bolivia, dove è stato Vice Capo Missione a La Paz. Prima ancora, ha diretto la comunicazione del Dipartimento di Stato per l’emisfero occidentale ed è stato assistente speciale per la diplomazia pubblica.
Un percorso che non passa dalle capitali europee, ma dai fronti caldi della politica estera americana. Sempre secondo quanto riportato da La Firenze che vorrei, Tordella ha prestato servizio in Libia, Israele, Pakistan, Filippine, Russia, Arabia Saudita, Moldavia e Barbados. Prima della carriera diplomatica ha lavorato come consulente strategico per IBM e Booz Allen Hamilton. Ha studiato alla London School of Economics e all’American University, parla italiano, arabo, russo e spagnolo.
Il Consolato di Firenze – aperto nel 1819 sotto la presidenza di James Monroe, tra i più antichi al mondo, con competenza su Toscana, Emilia-Romagna e Repubblica di San Marino – non è quindi affidato a un profilo di routine.
A sottolinearlo, sempre su La Firenze che vorrei, sono Luca Alfredo Lanzalone e Lorenzo Somigli, co-autori del saggio The Donroe Doctrine.
I due ricordano il parallelo storico: nel 1819 l’Italia non esisteva ancora come nazione, gli Stati Uniti erano una repubblica giovane che stava per enunciare la Dottrina Monroe. Oggi, scrivono su LFCV, l’arrivo di un Console dal quadrante sudamericano a Firenze, con un curriculum maturato nei teatri di crisi del Mediterraneo e del Medio Oriente, smentisce le voci di un ridimensionamento della sede.
«Altro che chiusura del Consolato. Con l’amministrazione Trump, un Console di peso per Firenze», concludono.


