Sei email inviate al vertice dell’Istituto Superiore di Sanità tra gennaio e dicembre 2020. La documentazione trasmessa alla Commissione Lisei.
Il Tazebao – Le norme per gestire il Covid come rischio biologico esistevano già dal 2008. Andavano solo applicate. È quanto emerge da un carteggio di sei email, corredate da documenti tecnici, inviate tra il 25 gennaio e il 25 dicembre 2020 al vertice dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.
La documentazione è stata trasmessa integralmente alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, presieduta da Marco Lisei (FdI), dal giornale La Firenze che vorrei.
A scrivere è il prof. Roberto Lombardi, già ISPESL poi INAIL, tra gli estensori tecnici per l’attuazione del D.Lgs. 81/2008 in materia di biocontaminazione e tra i massimi esperti italiani del settore.
Secondo la ricostruzione, già il 25 gennaio 2020, prima del lockdown nazionale, Lombardi aveva segnalato a Brusaferro la necessità di inquadrare il nuovo coronavirus come agente biologico di Gruppo 3, indicando le procedure previste dal decreto del 2015 per DPI e disinfezione delle superfici.
Il 31 gennaio criticava la genericità delle indicazioni diffuse dal Ministero sulla base dei documenti OMS, proponendo l’elaborazione di protocolli tecnici più dettagliati e correlati alla legislazione nazionale ed europea, offrendo la propria collaborazione a titolo gratuito.
Le comunicazioni successive, dal 4 febbraio al 13 marzo 2020, con l’ingresso dell’Italia nella fase più acuta dell’emergenza, reiterano l’allarme sui contagi tra gli operatori sanitari e sulla necessità di misure concrete per l’abbattimento della carica virale in aria.
Il carteggio si chiude il 25 dicembre 2020 con la trasmissione del volume INAIL realizzato con docenti universitari sul tema.
L’intera cronologia è ora agli atti e potrà servire a chiarire in sede di Commissione per quale ragione protocolli tecnico-scientifici già vigenti non siano stati utilizzati dalle istituzioni competenti durante la gestione dell’emergenza pandemica.


