Firenze, 10 giu. – Queste le dichiarazioni del consigliere comunale Eike Schmidt: “Sorprende doppiamente la risposta dell’assessore alla cultura, Giovanni Bettarini, oggi in Commissione congiunta Controllo e Cultura. Alla mia domanda su come il Comune intenda valorizzare la presenza come direttore artistico di Stefano Massini, considerato tra i massimi drammaturghi della sinistra mondiale, anche con investimenti ulteriori e con la garanzia di stabilità nello stanziamento delle risorse, Bettarini ha risposto che il Teatro della Toscana non ha bisogno di alcun stanziamento ulteriore. Ma non solo: in merito alle posizioni, opinioni, temi trattati da Massini, Bettarini ha sostenuto che il fatto di essere di sinistra o meno non abbia alcuna rilevanza per il suo lavoro teatrale. Ma l’assessore ha mai visto la ‘Trilogia Lehman’ di Massini? Come non occorre essere iscritti al partito comunista per gradire i lavori di Brecht, allo stesso modo non è richiesto di condividere le vedute di Massini per apprezzare i suoi. Ma chi nega la valenza e il valore politico delle opere di Massini, a mio avviso, non ne ha capito un’acca. Massini è un grande proprio perché il suo è un teatro politico. Il governo, lontano da ogni lottizzazione, ha già elargito la quota massima consentita per valorizzare il Teatro della Toscana: perché il Comune di Firenze non si gioca questa carta con ulteriori investimenti?”

Perché l’America, cioè non fare con Trump l’errore fatto con Lindon Johnson
Il protagonismo politico di Donald Trump può suscitare perplessità, ma l’attività di demolizione del terrorismo organizzato non può non essere

