Il Tazebao – Mentre l’ISTAT contribuisce, forse volontariamente forse no, a smentire la propaganda governativa da essa stessa rilanciata sulla “prosperità del mondo del lavoro e l’aumento dell’occupazione”, pubblicando i dati sul calo di tutti gli indici di produttività nel 2023 (-2,5% in ogni settore, industria compresa), tiene banco in questi giorni la questione del rapporto del governo italiano con Elon Musk e le sue aziende Space X e Starlink. Nel corso della conferenza stampa organizzata dal Consiglio dell’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione stampa parlamentare, la Primo Ministro ha affermato che, pur non avendo avuto contatti diretti con Musk, Space X rimane a suo parere la scelta migliore per la protezione dei dati perché «non ci sono alternative, soprattutto pubbliche», e si è difesa dalle critiche sostenendo che valuta ogni proposta «sotto la lente dell’interesse nazionale e non delle amicizie» e domandando retoricamente se il problema sia Space X o piuttosto le idee di Musk. Sempre nella conferenza, è sembrata tornare alle origini della sua vecchia propaganda elettorale da forza d’opposizione quando ha tracciato una netta linea di demarcazione tra l’operato di Elon Musk e quello di George Soros, asserendo che il primo non finanzia partiti, movimenti, organizzazioni e ONG in giro per il mondo, a differenza del secondo che tuttavia viene definito “filantropo”. La banderuola italiana cambia quindi, come sempre, direzione a seconda del vento che tira: la serata al cinema con Trump ha quindi verosimilmente inaugurato il nuovo e logico corso che Roma dovrà intraprendere apertamente e senza indugi tra dieci giorni. (JC)

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