Il Tazebao – Mentre si intensificano le richieste di cessate il fuoco e si rincorrono appoggi e smentite alla proposta formulata dal presidente americano Biden a tal riguardo, si complica sempre più la situazione politica e militare di Israele. Alla fine della scorsa settimana le sue truppe si sono ritirate per la seconda volta dall’area di Jabalia e da tutta la parte orientale di Gaza e, nonostante l’occupazione del corridoio di Philadelphia al confine con l’Egitto, faticano a ottenere reali successi a Rafah. Sul fronte diplomatico, la Slovenia si è unita a Spagna, Irlanda e Norvegia nel riconoscimento della Palestina, facendo ventilare persino alla Francia un simile passo, e la Svizzera annuncia che arresterà funzionari sia israeliani sia di Hamas qualora fosse emesso un verdetto ufficiale in tal senso dalla CPI. A tutto ciò si aggiunge la recente decisione del governo delle Maldive di vietare l’ingresso nel suo territorio a tutti coloro i quali fossero in possesso di passaporto israeliano. Seppure non sia chiaro se la misura si estenderà anche a chi ha il doppio passaporto, è comunque interessante notare le dinamiche geopolitiche alla base di tale decisione: le Maldive hanno infatti siglato diversi accordi con la Cina, di contro alla vicina India che è invece l’unico Paese BRICS a essersi schierato apertamente dalla parte di Israele. Con la Thailandia che sta approntando la sua domanda di adesione a questi ultimi, non è difficile scorgere l’obiettivo cinese di crearsi una cintura favorevole per contenere Nuova Delhi, che fa peraltro parte del blocco militare del QUAD con Australia, Giappone e Stati Uniti. (JC)

Another American Century? An Analysis of Trump II’s NSS from an European Perspective. By Luca Alfredo Lanzalone and Lorenzo Somigli
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