Il Tazebao – Scrivo queste note di impulso, all’indomani del giorno del gran parlare, in ambito occidentale, delle IA. Presidenti di Stato, leader religiosi e alti dirigenti d’impresa si sono affannati attorno al tema di giornata, che questa volta è il rischio che la presupposta – e riscoperta – centralità dell’uomo correrebbe a causa di uno sviluppo incontrollato di questa applicazione della tecnologia informatica.
La grande questione etica su cui passeggia l’intelligenza artificiale sarebbe la perdita di controllo sui processi di strutturazione della vita associata sulla terra. E si evocano così le grandi questioni irrisolte, se non per pochi – ma dico io, da sempre – di ambiente, lavoro, salute e diritti umani in genere.
A questo dibattito, formato dal confronto di ipotesi contrapposte e da tempo latenti, hanno dato la stura le recenti dichiarazioni di Donald Trump. Importante è stato pure il successivo intervento del vicepresidente Vance, che ne ha certificato il carattere politico-programmatico. E, come sempre, si riscoprono i valori al momento opportuno e si santificano nei sistemi di informazione di massa, proponendo il tema alle genti. Proprio a quelle che vengono nutrite con il pane di formica e la carne sintetica. Di spiedini alla lucertola e al topo non abbiamo notizia, ma io penso che anche qui siamo avanti.
Con il mondo insanguinato da guerre, tormentato da persecuzioni e oppressioni, funestato da stermini di massa e pulizie etniche, devastato dal traffico di armi e droghe – disgrazie che semplici interventi politici potrebbero curare – scopriamo che i nostri governanti si preoccupano della centralità dell’uomo.
Non ci sono parole sensate, né considerazioni di merito sul tema della IA. Tutto è noioso e scontato, preferisco rifugiarmi nella poesia. Quella di Paul Verlaine, in questo caso: «Seul, en son nid, pleure la tourterelle. Las, je suis seul et je pleure comme elle».
D’accordo, la tortora è completamente diversa dall’allodola, ma non è colpa mia se Paul Verlaine ha scritto di tortore e tortorelle.


