Extra! Extra! Sì al ReArm, la Ue va alla guerra. Il debito “buono” è quello bellico?

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Il Tazebao – È arrivata da poco la notizia che il piano ReArm Europe proposto da Ursula Von der Leyen è stato ufficialmente approvato dal Parlamento europeo con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astenuti. Immancabili le spaccature generate in seno ai rappresentanti non solo dei partiti italiani, ma della maggioranza stessa che compone il governo di Roma. Se Lega, M5S e AVS votano compatti contro, costituendo involontariamente un fronte d’opposizione trasversale, Fratelli d’Italia e Forza Italia votano invece a favore, nonostante le rimostranze della Presidente Giorgia Meloni sul maggiore coinvolgimento italiano nel conflitto ucraino. Ulteriormente diviso, invece, il PD, con 11 dei 22 eurodeputati che si sono astenuti e gli altri 10 che hanno votato a favore; tra questi ultimi si segnalano Bonaccini, Decaro e Gori (rispettivamente ex Presidente della Regione Emilia-Romagna ed ex sindaci di Bari e Bergamo), Alessandra Moretti e Pina Picierno. Astenuti Lucia Annunziata, Dario Nardella, Cecilia Strada, Alessandro Zan e Nicola Zingaretti tra gli altri. Il piano, che prevede un investimento di 840 miliardi di dollari basati principalmente, secondo Euractiv, sul debito per mancanza di liquidità, è un ulteriore passo nella corsa al riarmo nell’ottica dei preparativi di guerra non solo contro la Russia, ma anche, sono citati come «la minaccia diretta e indiretta più significativa per l’UE e la sua sicurezza», contro Bielorussia, Cina, RPD di Corea e Iran.

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