Il Tazebao – Le elezioni municipali che si sono svolte ieri in Turchia hanno visto il principale partito di opposizione, il CHP, aggiudicarsi una vittoria che da molti è stata definita “storica”, confermando Istanbul e Ankara e conquistando anche Izmir, Bursa e Adana, pur perdendo Hatay a beneficio dell’AKP e mantenendo questi uno “zoccolo duro” tra l’Anatolia Centrale, l’Anatolia Orientale e parte della regione del Mar Nero. Le città di Ordu e Nevşehir andranno quasi sicuramente all’İYİ (Partito Giusto), nazionalista e kemalista ma parte dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, che le strappa a Erdoğan. Avanza anche il DEM filocurdo, erede del Partito Verde, particolarmente al sudest.
Sebbene ciò creerà quasi sicuramente dei problemi di stabilità nella politica interna del Presidente, il che si ripercuoterà in una certa misura anche nella politica estera, Erdoğan manterrà comunque il controllo sulla situazione generale della Turchia. Egli, che è tornato ad annunciare il suo ritiro dalla scena politica a fine mandato, ha subito riconosciuto la sconfitta, affermando che il TKP «non ha ottenuto il risultato sperato» e che «intraprenderemo le misure necessarie soppesando i messaggi ricevuti dalla nazione alle urne nel modo più accurato e obiettivo». (JC)

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