Il Tazebao – Nella giornata di ieri si è verificato un attentato ai danni del presidente slovacco Robert Fico, eletto a fine ottobre scorso e fautore di una linea più spostata verso la Russia e contro l’invio di armi in Ucraina. L’esecutore materiale dell’azione è Juraj Cintula, 71enne originario di Levice, militante del partito d’opposizione Slovacchia Progressista e aperto fautore della “causa” ucraina. Messaggi di solidarietà al presidente sono arrivati da Putin e Orbán, ma anche dal primo ministro polacco Donald Tusk e da Ursula Von der Leyen; le sue condizioni di salute sembrano essere critiche ma è difficile dirlo con certezza, in quanto da ieri si sono susseguiti aggiornamenti contraddittori tra i media slovacchi, che lo definivano “fuori pericolo”, e il ministro degli Interni che ha definito le sue condizioni “ancora gravissime” e ha aggiunto, poco fa, che il tentativo di omicidio è stato condotto esclusivamente per ragioni politiche e che la Slovacchia si trova «sull’orlo della guerra civile». C’è chi ha ipotizzato una “longa manu” dei servizi segreti americani in ciò, ma una singolare coincidenza (o forse no…) è che in contemporanea, nel nostro Paese, il noto attivista Gabriele Rubini, ai più noto come Chef Rubio, è stato colpito da un assalto squadrista di sei militanti sionisti filo-israeliani. Questi hanno tagliato i cavi del cancello dell’abitazione di sua madre e lo hanno aggredito mentre si trovava ancora in macchina e tentava di rientrare in casa. Pare quindi che la strategia del caos sia giunta a una fase superiore, e sicuramente più micidiale. (JC)

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