Amato: Europa ha profonda identità culturale prima che politica

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Alcuni passaggi della lectio magistralis del Professor Giuliano Amato al Dipartimento di Scienze Politiche di Siena.

Siena, 14 giugno. “In Europa ci sono gli stati nazionali e le identità nazionali più radicate al mondo. Donde le difficoltà dell’Unione Europea di evolvere in senso federale”, ha esordito il Prof. Giuliano Amato, durante la sua lectio magistralis al Dipartimento di Scienze Politiche di Siena in occasione dei 25 anni dalla fondazione. “Le Istituzioni europee, con le loro particolarità, vanno valutate in questo contesto, non a mezzo di vaghi modelli, dai quali sono naturalmente molto distanti”.

Il Prof. Amato ha ripercorso la storia della formazione delle nazioni europee: “Dopo lo sfibramento e la caduta dell’Impero si formano identità molto parcellizzate. Da dopo l’anno Mille, si assiste a un processo diverso, di progressiva unificazione – chi prima chi in ritardo come noi – e dove prima c’erano mercati e cittadinanze parcellizzate ne sorge una unitaria e unificante. C’è una corrispondenza – ha rilevato – tra il consolidamento dello stato nazionale e il consolidamento di un’identità nazionale, radicalmente diversa da quella altrui, che, infatti, alimenta le ripetute guerre, guerra di eserciti e poi guerra di paesi, negli anni più recenti”.

Amato ha evidenziato come già nel Basso Medioevo ci fosse “un’identità culturale europea comune” promossa soprattutto “da quegli italiani che andavano per l’Europa: i preti, i docenti di scienza e giurisprudenza che si spostavano dalle università italiane e, soprattutto, gli artisti e gli architetti che hanno esportato stili e stilemi poi diventati comuni a tutti. Così nasce la radice di Europa”.

“Il vero nodo oggi – ha scandito il Presidente della Corte costituzionale – è rappresentato dalle questioni che dividono lo spazio europeo nell’ambito dei diritti, come l’interruzione di gravidanza. Esse innestano un conflitto che è inserito nella dialettica fra corti nazionali ed europee, vedi il caso polacco. Il problema è come riuscire a tenere assieme una società con diverse sensibilità. Si può riuscire con la propensione dei giovani a tenere assieme l’identità europea e, assieme, recuperando lo spirito dei costituenti italiani, che hanno cercato punti comuni di convergenza e non – ha rimarcato in conclusione – la permanenza della propria prospettiva a tutti i costi”.

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