Il Tazebao – Sullo sfondo delle dichiarazioni incendiarie di Trump su Canada, Panama e Groenlandia (da vedere se e quanto attuabili), sul Corriere della Sera è uscita ieri un’intervista assai significativa a Steve Bannon condotta da Viviana Mazza. Il quadro che traccia l’ex Capo stratega della Casa Bianca sotto la prima amministrazione Trump, nonché fondatore dello stesso movimento MAGA, è estremamente rivelatore: Elon Musk, che attualmente si trova sulla cresta dell’onda per le sue prese di posizione non meno “esplosive” e “destabilizzanti” (ultima in ordine di tempo l’auspicio di un cambio di governo nel Regno Unito per “liberarlo” dai laburisti), è in realtà inviso non solo allo stesso Bannon, ma anche a una larga fetta di collaboratori ed elettori di Trump. Troppo invasivo, immaturo, non comprende i vari temi, punta solo ad arricchirsi, sostiene il tecnofeudalesimo e il suo assenso ai visti H1B (quelli che permettono alle aziende di assumere dipendenti specializzati dall’estero, inizialmente contrastati da Trump perché “rubano posti di lavoro agli americani”) è sbagliato: queste le accuse che Bannon gli rivolge, giurando di impedirgli di entrare in possesso di un permesso speciale per la Casa Bianca e invitandolo a “tornare in Sudafrica” assieme agli altri imprenditori di origine afrikaner che si sono occupati in particolare della questione immigrazione, ritenendoli “i più razzisti al mondo”. E per finire, un appello alla Meloni, dall’alto dell’interesse che egli ha sempre mostrato per l’Italia fin dai tempi del governo M5S-Lega: si renda conto e faccia ammenda dei suoi errori sul conflitto ucraino e aiuti Trump a risolverlo. (JC)

Perché l’America, cioè non fare con Trump l’errore fatto con Lindon Johnson
Il protagonismo politico di Donald Trump può suscitare perplessità, ma l’attività di demolizione del terrorismo organizzato non può non essere

