Yemen: niente indipendenza per il Sud, si è ufficialmente disgregato il Consiglio di Transizione Meridionale. In Siria si prepara un nuovo round di combattimenti ad Aleppo. Il Tazebao del giorno

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Il TazebaoVincono le forze filo-saudite nel conflitto yemenita, riaccesosi come scontro tra queste e le fazioni filo-emiratine riunite nel Consiglio di Transizione Meridionale, che solo pochi giorni fa annunciava l’imminenza di una proclamazione d’indipendenza del Sud e chiedeva il riconoscimento di Stati Uniti e Israele sull’onda delle sue prime vittorie militari. La fulminea controffensiva saudita ha però capovolto completamente la situazione e, con importanti defezioni come quelle dell’ultraconservatrice Brigata del Gigante, le Forze di Scudo della Patria sono arrivate fino ad Aden, costringendo il suo presidente, del quale si erano perse le notizie nelle ultime 48 ore, alla fuga all’estero. Il CTM si mantiene per il momento solo in pochissime e trascurabili sacche sul mare e sull’isola di Socotra, archiviando quindi ogni progetto di ulteriore frammentazione del Paese, spingendo però, al contempo, le truppe sostenute da Riad al confine con la zona controllata dagli Ansarallah. Non va meglio nella non lontana Siria, nelle cui aree sotto l’egida curda sono stati rilasciati tutti i detenuti dalla prigione di Al-Shakif nella regione di Aleppo, molti dei quali affiliati all’ISIS. L’esercito siriano ha così prontamente dichiarato il coprifuoco sulle zone di Sheikh Maqsoud e al-Ashrafiyeh, ordinandone l’evacuazione dei civili. Qui già il 6 sono iniziate le operazioni di demolizione dei quartieri curdi, sullo sfondo degli sporadici bombardamenti anglo-franco-americani su impianti e infrastrutture ritenuti in possesso dello Stato Islamico sostanzialmente in fase di rinascita. (JC)

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