Il Tazebao – Non c’è solo economia nella dismissione che l’Occidente sta vivendo, mentre si dirige a grandi passi verso la guerra mondiale, verso il confronto con l’Oriente in cui parte svantaggiato prima ancora di cominciare. Sì, perché oltre alle chiusure, alle delocalizzazioni e ai ridimensionamenti, anche il calo demografico ha la sua parte, non meno importante degli altri aspetti e settori. Uno dei Paesi guida d’Europa, se non il primo, e cioè la Germania, si trova in condizioni peggiori del previsto a tal riguardo, informa la Deutsche Welle. Tra il 2011 e il 2022, infatti, la sua popolazione è cresciuta ancor meno rapidamente del previsto, pur essendo teoricamente aumentata. Con 82,7 milioni di abitanti, la crescita è stata di “soli” 2,5 milioni di persone, più donne (42,05 milioni) che uomini (40,72 milioni) e “appena” 10,9 milioni di stranieri, un milione in meno di quanto precedentemente riportato. Va notato qui che il censo è stato condotto poco dopo l’inizio dell’operazione militare speciale russa in Ucraina, che ha portato a un gran numero di rifugiati in tutta Europa. Sempre secondo la rilevazione, gli affitti di base ammontano a 7,28€ per metro quadro, e si va dai 5,38€ in media nella Sassonia-Anhalt alla più costosa Amburgo, con 9,16€, con 43,1 milioni di appartamenti disponibili dalla media di 94,4 metri quadri (in Italia ne abbiamo 35 milioni da 67 m², secondo dati pubblicati tra il 2020 e il 2023). (JC)

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