Trump non ha intenzione di fermarsi: sequestrata una petroliera battente bandiera russa nell’Atlantico. Macron cerca di copiarlo in Burkina Faso, ma finisce male. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Mentre Russia e Cina continuano a chiedere con forza la liberazione del Presidente Maduro, nel cui processo sono peraltro cadute le accuse relative al fantomatico “Cartel de los Soles” (rivelatosi un’espressione gergale per indicare la corruzione nell’esercito e non un reale cartello di narcotrafficanti), dagli Stati Uniti è già arrivata una risposta: nella giornata di ieri sono state sequestrate, in acque internazionali nell’Oceano Atlantico, quattro imbarcazioni, tra cui una iraniana battente bandiera russa, e un’altra, denominata Sofia e battente bandiera camerunense (la nazionalità reale d’origine non è ancora stata accertata) e trasportante petrolio verso il Venezuela, nell’ambito di una già avviata spedizione internazionale volto a rompere il blocco navale ai suoi danni e coinvolgente navi di Brasile, India, Messico e le stesse Russia e Cina tra gli altri. È già stato effettuato il fermo dell’equipaggio della Bella-1, poi rinominata Marinera, ad opera della Guardia Costiera statunitense, composto da personale russo, ucraino e georgiano, a conferma del carattere civile della petroliera, peraltro autorizzato al passaggio dallo stesso governo americano in data 24 dicembre. Da Mosca le prime reazioni sono di allarmata attenzione (ha comunque riconosciuto il governo ad interim di Delcy Rodríguez insieme al Brasile), laddove Pechino continua a esortare Washington a non limitare il commercio estero del Venezuela. E se nello stesso Paese di reale origine della Bella/Marinera, l’Iran, proseguono le manifestazioni sia contrarie che favorevole alla Repubblica Islamica (nella nebbia di guerra si dice addirittura che la città di Abdanan, al confine con l’Iraq, sia «interamente caduta nelle mani dei manifestanti» ostili a Khamenei), la Francia tenta di imitare in Burkina Faso il blitz statunitense a Caracas, ma il tentativo golpista, che prevedeva l’assassinio del Presidente Ibrahim Traoré, è stato sventato sul nascere. Del primo sono state rivelate le cifre riguardo alle vittime: 80 morti da parte venezuelana, perlopiù civili, e 7 militari feriti tra gli statunitensi. Il prossimo obiettivo dichiarato è rappresentato da Messico e Colombia, con un occhio anche a Cuba (fortemente affidantesi al petrolio venezuelano) e Nicaragua. (JC)

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