Siria: ancora rivolte alawite. Scontri tra sostenitori di al-Sharaa e federalisti. Il Tazebao del giorno

Condividi articolo:
SEGUICI SU TELEGRAM:

Il Tazebao – L’attacco terroristico alla moschea di Ibn Abi Talib nella provincia siriana di Homs, che ha causato la morte di 8 persone e il ferimento di altre 18 ma è passata sotto silenzio sui media internazionali a differenza della strage di Sidney, è stata occasione per lo scatenamento di nuove rivolte sulla costa, organizzate e dirette dallo sceicco Ghazal Ghazal, capo del Consiglio Islamico Supremo Alawita. I suoi seguaci, fautori di un modello decentralizzato e federalista, si sono scontrati con le forze di sicurezza e i lealisti di Damasco nelle province di Latakia, Hama e Tartus, con i tumulti più violenti verificatisi nelle omonime città e in quelle di Jableh e Qardaha. Le prime hanno inoltre arrestato cinque persone mentre cercavano di entrare a Tartus dalla Turchia, e in molti video le si sono viste aggredire i manifestanti e sparare ad altezza d’uomo nel tentativo di disperdere la folla, in ciò coadiuvati persino da carri armati e veicoli corazzati. Nel frattempo, sostenitori di al-Sharaa si sono radunati in contromanifestazioni al grido di slogan settari, mentre alcuni alawiti sono stati inquadrati nell’atto di bruciare fotografie di Bashar al-Assad ed esporre cartelli in perfetto inglese richiedendo «accountability for Assad and all war criminals». A sud, fra i drusi, tutto sembra tacere, ma nella seconda metà di questo mese sono emersi resoconti di consegna di armi e soldi israeliani ai combattenti ostili al regime di Damasco: evidentemente, il manifesto celebrativo dell’abolizione del Caesar Act pubblicato dal Ministero degli Esteri siriano, raffigurante una Siria priva del Golan, non è bastato a Washington e soprattutto a Tel Aviv. Per costoro è essa stessa a dover essere distrutta. (JC)

Tarchiani - Laundry Supplies

Cerca un nuovo articolo

Resta sempre aggiornato
Scopri Il Tazebao

Ho letto la Privacy Policy

Il Tazebao
Scopri altri articoli