Il Tazebao – Riverberano ancora, nelle terre d’Africa, gli echi del golpe sventato in Niger alla fine di gennaio: come già sottolineato su queste colonne, Niamey ha accusato Parigi di aver fornito, insieme a Benin, Nigeria e Costa d’Avorio, supporto logistico e finanziario ai terroristi nel tentativo di rovesciare la giunta Tchiani, un obiettivo del resto sospettato dall’intelligence russa. A questi ultimi, infatti, non sono andati giù l’esproprio e la nazionalizzazione della compagnia Orano e di tutti i diritti sull’estrazione dell’uranio ad essa collegati, e la rottura totale e definitiva dei rapporti tra i due Paesi ne è stata matematica conseguenza. Spalleggiato da Mali e Burkina Faso, ovvero gli altri due componenti della neonata Alleanza degli Stati del Sahel, il Niger ha ora dichiarato ufficialmente la Francia un «nemico» diretto sul campo di battaglia e, secondo quanto riportano alcune testate, l’inimicizia è già passata, almeno da parte nigerina, alla fase della mobilitazione armata. Tali sono le dichiarazioni, che lasciano pochi dubbi, del capo di Stato Maggiore, il gen. Amadou Ibro, il quale ha anticipato esplicitamente che il Paese «entrerà in guerra con la Francia». Questa fa la gnorri e nega ogni ingerenza, ma fino a quando potrà fingere indifferenza e normalità? (JC)



