Perché l’America, cioè non fare con Trump l’errore fatto con Lindon Johnson

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Il protagonismo politico di Donald Trump può suscitare perplessità, ma l’attività di demolizione del terrorismo organizzato non può non essere che il nodo centrale di una Nuova Alleanza.

Il Tazebao – Il 5 luglio del 1968, alla Hollywood Bowl di Los Angeles, si tenne un concerto dei Doors. Parteciparono all’evento ventimila persone circa, eccitate dalla musica della band, dalla voce di Jim Morrison e, probabilmente, dal consumo diffuso di droghe e alcol. La storia di quella sera è fatta di immagini indimenticabili. Il pubblico in delirio, la polizia a cavallo, un servizio d’ordine arcigno. Ci sono versioni dell’evento a colori risistemate e rimasterizzate, ma le riprese originali in bianco e in nero sono uno spettacolo. L.A. Woman, cantava Jim, mentre in Italia, qualche mese prima, Sergio Endrigo vinceva Sanremo con Una canzone per te.

Fa una certa impressione scorrere quelle immagini di ragazzi e ragazze, pervasi dalle modalità hippy, tra i quali saranno stati presenti molti futuri combattenti in Vietnam. Riders on the Storm, cantavano i Doors, ma da quel viaggio non tutti sarebbero tornati. Quella era l’America dei Doors e di Berkeley, ma anche l’America dei Berretti Verdi di John Wayne e degli jellows ribbons e dell’amore verso la patria. L’America di Vance e di Kirk.

Ora dopo sessanta anni si può dire: meglio gli Yankees dei Vietnamiti, meglio il retroterra politico economico del capitalismo trionfante che il back proposto dalla Repubblica Popolare Cinese e dall’URSS.

Il protagonismo politico di Donald Trump può, certo, suscitare perplessità, ma l’attività di demolizione del terrorismo organizzato non può non essere che il nodo centrale di una Nuova Alleanza. L’Occidente deve ritrovare un equilibrio tra una dimensione multietnica e multireligiosa ed un assetto tutelante i suoi valori fondanti. Le società proposte dagli integralisti religiosi sono intollerabili e pericolose. I nostri valori non devono essere negoziabili.

Per questo, credo che non si debba commettere nei confronti di Donald Trump lo stesso errore che abbiamo commesso con Lindon Johnson.

Certo, nel Grande Paese, insistono contraddizioni grandi che, tuttavia, potrebbero essere una guida di decifrazione del futuro e che, se interpretate nello spirito giusto, potrebbero contribuire tracciare un percorso per i popoli. Un poco di sana diffidenza verso certa presunzione europea aiuterebbe.

Certo, bisogna amare il Viaggio e cercare il Nuovo. Come raccontava Jim, quando la musica cessa, riuscire a essere uomini capaci di cercare di nuovo. Di costruire nella difficoltà. Essere un poco Riders on the Storm, appunto.

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