Il Tazebao – Tiene banco da qualche giorno l’offensiva lanciata dal Roskomnadzor (l’equivalente della nostra Agcom) «per la sovranità digitale», contro i colossi della messaggistica e della navigazione in Rete stranieri. Nel mirino è stata messa con particolare acrimonia la piattaforma di Telegram, fondata e presieduta sì da un russo, Pavel Durov (arrestato nel 2024 in Francia con la pretestuosa accusa di non fare abbastanza per stroncare il fenomeno della pedopornografia attraverso la sua creatura, poi rilasciato dietro faraonica cauzione), ma avente sede a Dubai: imputata di «non tutelare a sufficienza i dati dei suoi utenti» e di non cooperare a dovere con le autorità russe sull’identificazione degli autori di attività criminose che spaziano dalle truffe al reclutamento di terroristi da parte dell’Ucraina, l’ente governativo ne ha già organizzato un rallentamento del traffico dati, dopo aver proibito, per lo stesso motivo, lo scambiarsi videochiamate da e verso utenti residenti nella Federazione Russa. Già 235.000 canali e gruppi sono stati chiusi dall’amministrazione stessa di Telegram per violazione delle sue politiche, un atto interpretabile come una rappresaglia verso la percepita repressione che Durov ha del resto già denunciato, facendo paragoni con gli analoghi tentativi in tal senso del governo iraniano; i russi, tuttavia, hanno messo nel mirino anche Google. Seppur, come è stato rilevato in sede parlamentare, ciò sia tecnicamente possibile, anche qui vi sono molteplici interrogativi: se nel caso di Telegram è stato sollevato con un certo allarme il problema dei canali d’informazione (rivolti non tanto verso il pubblico russo, ma principalmente a quello europeo e americano) e delle comunicazioni militari, è stato rilevato che Google dovrebbe anzitutto reinsediarsi in Russia per pagare i suoi debiti, ma resterebbe il fatto che ad oggi il 60% dei russi lo utilizza in varie forme nei propri sistemi operativi. L’applicazione di messaggistica prettamente russa, MAX, strutturata su WeChat e comprendente quindi la possibilità di effettuare anche transazioni, ricerche e molto altro, è per adesso disponibile solo per numeri di telefono russi e bielorussi: difficile, quindi, che possa soppiantarli entrambi, almeno sul breve e medio periodo. (JC)



