Il Tazebao – Forte del sostegno sempre più esplicito di Giappone e Stati Uniti, le autorità taiwanesi, incassata la cifra record di 11 miliardi e 100 milioni di dollari in armi da parte di Washington e preparandosi un’altra tranche da 20 miliardi (includente sistemi Patriot e a lungo raggio), si stanno spingendo via via più oltre nella loro retorica bellica contro il “vicino maggiore”. Tra una Cina popolare il cui Esercito, dopo le recenti epurazioni di inizio anno, è ora saldamente centralizzato sotto la direzione di Xi Jinping, e una Taiwan che, non paga degli 82 HIMARS, dei 420 ATACMS, dei 756 GMLRS-U e degli oltre 1.000 Javelin ricevuti come regalo di Capodanno, lo scontro pare esser destinato a intensificarsi, con buona pace dell’obiettivo della riunificazione pacifica (già a suo tempo abbandonato dalla Corea del Nord verso il Sud per analoghi motivi). Le autorità separatiste sono infatti intenzionate a schierare i lanciatori HIMARS equipaggiandoli di missili ATACMS allo scopo di lanciare attacchi preventivi contro la Cina continentale. Questa, da parte sua, ha messo in guardia, tramite il suo portavoce militare Jang Bin, della «distruzione totale e certa» che ne seguirebbe. Pochi però tengono in conto del fatto che l’unica alleata militare della Repubblica Popolare, ovvero la RPD di Corea (fresca, da parte sua, del test di un MRLS di nuovo tipo), potrebbe concretamente intervenire in ogni conflitto di tal forma per il trattato che lega Pechino e Pyongyang dal 1961, ampliando così, in tal modo, la portata del disastro regionale e globale che deriverebbe da una mossa di guerra in questo senso. (JC)



