Libia: ucciso Saif al-Islam Gheddafi. Il Tazebao del giorno

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Il Tazebao – Nella serata di ieri, incidentalmente nel primo trigesimo del sequestro americano del presidente venezuelano Nicolás Maduro, quattro uomini armati hanno fatto irruzione nell’abitazione privata di Saif al-Islam Gheddafi, secondogenito del Colonnello brutalizzato e ammazzato nel 2011, e a seguito di uno scontro con quest’ultimo, gli hanno tolto la vita a colpi di arma da fuoco. Non è ancora chiara la pista che dovrebbe portare ai mandanti: la versione più probabile vede autori gli uomini di Khalifa Haftar, ex generale libico disertore ai tempi dell’intervento in Ciad e rifugiatosi negli Stati Uniti dove ha acquisito la cittadinanza e si è arruolato nella CIA. Saif al-Islam aveva infatti subìto una recrudescenza della pressione da parte sua, costringendolo a ulteriori spostamenti tra località diverse tra l’ovest e il sud della Libia, con un tentativo di arresto ai suoi danni sventato all’ultimo momento, arresto invocato, peraltro, da varie altre figure libiche, come Abdullah Naker, capo del Consiglio Rivoluzionario di Tripoli. Evidente è il placet di convenienza da parte dell’attuale Primo ministro inizialmente sfiduciato dalle proteste di massa dello scorso anno, Abdulhamid Dabaiba, anch’egli interessato a eliminare una figura scomoda in cui la maggioranza dei libici, com’è emerso dai molteplici sondaggi elettorali per le votazioni mai svoltesi e sempre rimandate dal 2019, si riconosceva quasi plebiscitariamente. Saif al-Islam era l’unico figlio di Gheddafi rimasto in Libia, dopo la morte dei suoi fratelli nella guerra del 2011-2012 e l’espatrio in Oman dei tre sopravvissuti insieme alla madre (il quarto, Hannibal, è stato accolto in Sudafrica tre mesi fa). (JC)

In copertina: Wikimedia Commons

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