Il Tazebao – Tre giorni fa, in Siria, fonti locali hanno riportato la notizia secondo cui le forze turche, stazionate nel nord del Paese, avrebbero iniziato le procedure di ritiro a seguito dei negoziati col governo di Damasco. Si sono viste abbassarsi le bandiere turche nelle installazioni militari, mentre il personale civile starebbe venendo evacuato assieme a quello militare. Tuttavia, ciò ha portato all’esplosione di tensioni nell’area, laddove miliziani affiliati perlopiù all’Esercito Siriano Libero (finora appoggiato e finanziato da Ankara) hanno attaccato i convogli turchi, atto che si è istantaneamente moltiplicato, dando adito a scontri veri e propri, allorché si è diffusa la notizia della molestia di una bambina da parte di un migrante nel campo profughi di Kayseri, in Turchia. I curdi cercano, da parte loro, di gettare benzina sul fuoco pubblicando sui loro canali video di scontri coi turchi; nella stessa patria di Atatürk i cittadini hanno risposto con violente manifestazioni anti-migranti, attaccando le loro proprietà e accanendosi soprattutto sui profughi siriani. L’opposizione accusa Erdoğan della situazione venutasi a creare e spinge, tra le altre cose, per una completa normalizzazione dei rapporti con Assad. Da ciò si sono diffuse voci, per ora non confermate, circa un probabile incontro tra i due a Damasco. (JC)

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