Il Tazebao – Continua a intensificarsi la spirale di guerra e violenze in Medio Oriente, sullo sfondo del “prosieguo dei preparativi” per la risposta israeliana all’Iran, naturalmente “da coordinarsi” con gli Stati Uniti. Come un nuovo “fronte nel fronte”, Netanyahu adesso è ai ferri corti persino con l’UNIFIL, di cui egli esige il ritiro ma senza ottenere risultati, e che all’alba di ieri ha nuovamente attaccato, fortunatamente senza gravi conseguenze. I cinque militari della missione feriti in un recente bombardamento sul Libano hanno fatto persino indignare Roma, che parla apertamente di un crimine di guerra, pur non potendo fare a meno di sollevare in chiunque l’interrogativo su dove si trovassero quando decine di migliaia di palestinesi, centinaia di libanesi e decine di yemeniti sono stati e continuano a essere massacrati. Proprio come tra le tende degli sfollati all’esterno dell’Ospedale Martiri di Al-Aqsa a Gaza, incendiate da un drone e in cui tutt’ora continuano a morire vive decine di persone. Sul fronte libanese, intanto, Hezbollah continua ad attaccare, e sempre più veementemente: solo ieri essa ha condotto ben 34 differenti operazioni contro Israele, la più notevole delle quali è stata l’attacco alla base della Brigata Golani, reparto d’élite delle Forze di Difesa Israeliane, a Binyamina, nel sud di Haifa: le cifre ufficiali fornite da Tel Aviv parlano di 4 soldati uccisi e circa 77 feriti, di cui 7 gravi, con la “ovvia” indicazione di “non fornire i nomi delle vittime o altri dettagli”. (JC)

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