Il Vaticano (e non solo) contro il sionismo cristiano: riflesso delle tensioni tra Trump e Netanyahu? Il Tazebao del giorno

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Il TazebaoLa Chiesa di Papa Leone batte un colpo, e anche particolarmente assordante: in una dichiarazione congiunta firmata dai Patriarchi e dai Capi delle Chiese di Gerusalemme, dal cuore pulsante della Terra Santa, le comunità cattoliche (facenti capo al cardinale Pizzaballa), ortodosse e protestanti hanno rivendicato la centralità spirituale e organizzativa delle Chiese Apostoliche, sconfessando apertamente ideologie come il sionismo cristiano definendole «dannose». La missiva ha denunciato infatti una serie di attività che «traggono in inganno l’opinione pubblica, seminano confusione e danneggiano l’unità del nostro gregge», trovando «sostegno tra alcuni attori politici in Israele e altrove». Costoro, a loro volta, prosegue il documento, «cercano di promuovere un’agenda politica che potrebbe danneggiare la presenza cristiana in Terra Santa e nel Medio Oriente in generale». Un allarme che, seppur non specificamente indirizzato a qualcuno nello specifico (l’Agenzia Fides ritiene possa trattarsi della Israeli Christian Voice, priva di riconoscimento sia pubblico che ecclesiastico), è più che fondato: dalla CNN ad Al Jazeera, molti sono stati i casi di giornalisti cristiani, in alcuni casi appositamente travestiti da preti per un “esperimento sociale”, aggrediti e vilipesi dalle locali comunità ebraico-sioniste. Misteriosamente, però, il comunicato in oggetto è stato cancellato dal sito dei Francescani al servizio della Terra Santa, ove fu originariamente pubblicato: che sia, questa presa di posizione dei cristiani in loco, legata al rapporto non idilliaco fra Trump e Netanyahu sulla questione mediorientale, o vi è una reale volontà, da parte del Vaticano, di far emergere e risolvere la problematica delle discriminazioni dei cristiani in Israele? Ai posteri l’ardua sentenza. (JC)

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