Il Tazebao – Non cede neppure di un millimetro, l’Iran, sulle questioni militari della propria sicurezza. Dopo esser riusciti a spostare la sede dei colloqui con gli Stati Uniti dalla Turchia all’Oman, vincendo le iniziali ritrosie americane con la minaccia di non farli partire nemmeno, il loro raggio ha incluso unicamente la questione nucleare, in particolare dell’arricchimento dell’uranio, con la Russia a offrirsi di trasportare al di fuori del territorio della Repubblica Islamica quelle barre arricchite che fossero state escluse da un eventuale accordo. Che tuttavia non c’è stato, perché la parte iraniana ha dimostrato totale inflessibilità sia sul programma nucleare pacifico che su quello missilistico autodifensivo, sullo sfondo dell’avvenuta ricostruzione totale di tutti i siti colpiti nella guerra con Israele e, per gli Stati Uniti, dell’ininterrotto rilascio di documenti del cosiddetto dossier Epstein, riguardante festini orgiastici e pedofili su di un’isola privata del magnate morto in cella nel 2019, ai quali partecipavano tutti i personaggi del jet set americano, dalla politica allo spettacolo passando per il mondo accademico e universitario, senza distinzioni di appartenenza partitica o d’ideologia, da Trump a Noam Chomsky, da Stephen Hawking a Jay-Z, e dai quali alcune corrispondenze elettroniche tra i diretti interessati hanno fatto emergere l’inquietante retroscena di riti satanici e bambini fatti partorire per essere rivenduti sul mercato nero. E come lo scandalo Lewinsky volle all’epoca essere coperto dai bombardamenti sulla Jugoslavia, non è un caso che Israele, patria adottiva dell’ebreo sionista Epstein, si sia dichiarato pronto a colpire l’Iran anche senza il placet o il sostegno di Washington, tornata comunque più bellicosa proprio in queste ultime settimane. (JC)



